Cavani, Pastore, Cassano: il campionato degli infallibili

Non solo Totti e Del Piero, Eto’o e Pato: la serie A sta consacrando l’uruguayano e l’argentino. Ma l’uomo del giorno è l’antieroe Ziegler<br />

di Stefano Fiore

Hai voglia a disegnare schemi sulla lavagna, ricorda­re al terzino che deve stringe­re in mezzo se l'ala avversaria converge o rivoltare la squa­dra come un calzino durante l'intervallo. Se poi nessuno si preoccupa di giocare, di pren­dere la squadra sulle spalle e, perché no, di segnare, come si vincono le partite? Già sabato si era capito che sotterrare un campione con la scusa dell' età spesso diventa un auto­gol: «life is now» diceva Totti, e allora meglio non pensare al passato e concentrarsi sul pre­sente. Assist per il gol di Bor­riello e giocate da leader, alla Roma serviva come il pane per superare il momento diffi­cile.

Ieri Alex Del Piero, trop­po spesso relegato in secondo piano alla voce «usato sicu­ro », non è stato da meno: en­trato a un quarto d'ora dalla fine in una Juve con la testa già alla prossima partita, il ca­pitano bianconero ha rispo­sto presente ancora una volta siglando il gol numero 178 (co­me Boniperti, scusate se è po­co) e sedendosi idealmente in tribuna a fianco della moglie che lo festeggiava con cartelli e slogan. Del Piero è uno di quelli che c'è e ci sarà sempre nel momento del bisogno. Co­sì come Hernanes, l’uomo nuovo di casa Lazio che sta fa­cendo sognare Lotito e il suo popolo e ha segnato anche ie­ri sera a Bari.

Come Zanetti, rientrato a Cagliari dopo un mese ma è sembrato non fos­se mai uscito. E' così: in mez­zo a infortuni, squalifiche e giovani pescati dalla primave­ra, al posto di nuove soluzioni tattiche o in attesa del classico colpo di fortuna, a volte basta puntare sull'uomo giusto per far quadrare il cerchio. Pren­dete Samuel Eto'o: dopo l'an­nata da 'terzino' con Mou, è tornato al centro dell'attacco costruendo da solo i tre punti che hanno permesso all'Inter di rispondere al Milan. Ma questa giornata ha an­che insegnato qualcosa agli operatori di mercato. Perché andare in Perù a cercare una scommessa a costo zero se l'esigenza è quella di un bom­ber? Con 17 milioni De Lau­rentiis si è garantito un ragaz­zo che a 23 anni ha già alle spalle tre campionati di serie A e un mondiale con l'Uru­guay. Cavani sarà pure costa­to tanto, ma se il Napoli è in zona Champions è quasi tutto merito suo.

Storia simile a quella di Pato, ai tempi paga­to molto per la sua giovane età, ma che ha dimostrato che se per una volta Ibra segna nel­la porta sbagliata, al Milan c'è qualcun altro letale in zona gol. A fianco di tutti questi grandi campioni c'è poi un ra­gazzo che non si stufa di stare in vetrina. Lodato da Marado­na, amato da Zamparini, è il momento di Pastore. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Bar­cellona, Real, Manchester? No, Palermo. Delio Rossi gli ha affidato le chiavi della squa­dra e lui, partita dopo partita, lo sta ripagando con gol e pre­stazioni da fuoriclasse. Ma forse la storia più bella è quella che arriva da Genova. E non ha la faccia del 'solito' Cassano, anche lui ormai una sicurezza (un tempo di follia, oggi di concretezza) ma quel­la del sampdoriano Reto Zie­gler.

Terzino nell'anima, clas­sico faticatore, ieri si è regala­to il gol della vittoria sulla Fio­rentina. Per un giorno è diven­tato l'eroe del Luigi Ferraris. Anzi, un antieroe: non è un uo­mo mercato, non è capitano, non è leader. Ma siccome mar­tedì a Genova di antieroi, di ben altra pasta (cattiva), ne ab­biamo visti sin troppi, il ver­detto è scontato: abbasso Ivan il terribile, vota Ziegler. Era il pupillo di Del Neri, pia­ce a Di Carlo. E anche al no­stro campionato, che, giorna­ta dopo giornata, vive sempre più di certezze.