Cavazza premiato per una vita dedicata alla ricerca

Si conclude oggi a Tirrenia (Pisa) la 23° edizione delle «Giornate Farmaceutiche Pisane», ideate da Flaminio Farnesi presidente della Grafica Zannini, momento di riflessione e confronto annuale sull’industria farmaceutica e il suo indotto. Un’industria che è protagonista del nostro vivere più a lungo, del farci convivere con malattie ieri incurabili e di fare progetti per il futuro, grazie al cospicuo autofinanziamento che copre oltre il 90% del totale della ricerca nazionale. «Un settore industriale quello farmaceutico che non cerca e ne ha mai cercato sconti o assistenzialismi. Vessato da continue norme restrittive ma che ancora riesce a mantenere un ruolo trainante per il sistema Italia». Questo il concetto di fondo emerso dalla tavola rotonda, moderata da Elio Fontana di Sanofi–Aventis, sugli interventi governativi per il rilancio industriale in particolare della farmaceutica. Tra i partecipanti Mario Baldassarri della Commissione bilancio del Senato, Giorgio Benvenuto della Commissione finanze e tesoro del Senato, Franco Caprino di Federfarma, Massimo Di Martino di Abiogen, Daniel Lapeyre di Farmindustria, Aldo Balsamo dell’Università di Pisa.
Nel corso dei lavori, è stato consegnato il Premio «Opera et Virtute», giunto alla seconda edizione e assegnato a imprenditori che hanno contribuito allo sviluppo del settore farmaceutico italiano ed internazionale. Quest’anno il riconoscimento è andato a Claudio Cavazza con questa motivazione: «per l'opera svolta nel campo imprenditoriale farmaceutico fondando Sigma-Tau e per l'impegno e la passione profusi a sostegno della ricerca scientifica e di iniziative culturali di prestigio internazionale».
Cavazza parlando del momento di crisi che attraversa l’industria farmaceutica in Italia ha rivolto un «j’accuse» alla classe politica che «lascia mano libera alle Regioni, nonostante i conti spesso dissennati, a scapito di un settore industriale alla mercé ormai di una fiscalità che non ha eguali nel mondo occidentale».
A giudizio di Cavazza in Italia non manca «l’intelligenza e l’innovatività ma è il sistema che non funziona». Ci si accanisce sull’industria del farmaco quando «molti soldi potrebbero essere tratti da una seria riorganizzazione degli ospedali e da una vera razionalizzazione della spesa sanitaria». La ricerca? Secondo il presidente di Sigma-Tau «cercano di ammazzarla in tutti i modi ma nel nostro campo riesce ancora a sopravvivere in quanto condizione indispensabile per svolgere un ruolo a livello internazionale». Infatti, ha concluso Cavazza, «siamo al primo posto negli investimenti, nel farmaceutico si registra il più alto numero di brevetti rispetto agli altri settori industriali, continuiamo a siglare accordi internazionali, nascono nuove società di biotecnologie che, però, sono costrette a migrare all’estero per svilupparsi».