Cavo d’acciaio sul cavalcavia: «Siamo pronti a bloccare la città»

«Se non cambierà bloccheremo la città». Uno striscione, steso da parte a parte della strada. Che - se non proprio la città - almeno una strada la blocca. Perché quello striscione sul cavalcavia Adriano Bacula, in viale Monteceneri, a Nord di Milano, qualcuno l’ha legato con una lunga catena. Sdraiata a terra e lasciata là, fissata ai due guard-rail. Una «trovata» tanto azzardata quanto pericolosa, che avrebbe potuto essere causa di incidenti. Fortunatamente, così non è stato. L’imprevisto, tuttavia, ha causato di fatto un rallentamento temporaneo della circolazione. Con conseguenti disagi agli automobilisti.
Ed è stato proprio un automobilista, ieri mattina, a segnalare l’«ostacolo» alle forze dell’ordine, che sono intervenute subito e verso le 9 lo hanno rimosso. Sul cavalcavia, dalle 22 di domenica alle 6 di ieri mattina, c’era il divieto di transito a partire dall’ingresso della sopraelevata in Piazza Stuparich fino all’uscita del cavalcavia, in Piazzale Lugano. E proprio durante le ore notturne ci sarebbe stato il «blitz». Sono ancora sconosciuti gli autori del gesto, che però - secondo i carabinieri - sembra «verosimilmente legato ai movimenti studenteschi di questi giorni». La protesta, dunque, esce dalle scuole per farsi ancora più visibile. Un salto di qualità che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori.
E proprio per questo è durissimo il commento del vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. «Altro che bravata da ragazzi o protesta studentesca contro il decreto - attacca -. Questo è un attentato alla vita di tutte quelle persone che quotidianamente percorrono il ponte, e che data la scarsa visibilità in discesa avrebbero di certo sbattuto contro quella catena». «La pericolosa scoperta - continua De Corato - ha scongiurato una grave tragedia». Ma «queste persone non hanno capito che hanno pericolosamente scherzato con la vita degli altri».
Si tratta di un gesto «contro» il movimento studentesco, invece, per il capogruppo dei Verdi in Regione Lombardia, Carlo Monguzzi, che invita a cercare il responsabile di questa «azione criminale» tra quanti vogliono screditare la protesta di questi giorni contro la riforma della scuola del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.
«Da sempre - commenta Monguzzi - quando c’è un movimento di persone che lottano per promuovere le loro idee, qualcuno mette in atto qualche azione che ha l’esito finale di gettare discredito su questo movimento». Per il capogruppo dei Verdi, infatti, «nei movimenti di massa magari qualche mattacchione ci può essere, ma è difficilissimo pensare che ci possa essere qualcuno talmente idiota da pensare che un atto criminale e stupido possa favorire la diffusione delle idee». Di qui, l’invito di Monguzzi alle forze dell’ordine: che cerchino altrove l’autore della pericolosa bravata. «È molto più probabile che sia qualcuno che questo movimento di massa lo vuole affossare - conclude -. Ed è lì che dovrebbero cercare i Carabinieri».