Al cavo hanno fatto il nodo: quando piove non si telefona

Quando ti dicono: «Facci un nodo», non è che la prendi bene, specie se sei maschio, hai il testosterone in subbuglio, e quella che hai davanti ti sembra proprio il tuo tipo.
Ma se «Facci un nodo» te lo dice la Telecom, be’, allora, la prendi come uno scherzo, ci ridi sopra, ci ricami.
Eppure, in entrambi i casi non fa differenza: puoi considerarti fregato. Lasciamo stare il primo caso, ché è meglio... Piuttosto parliamo del secondo, per riferire quello che è successo a Bastremoli, frazione di Follo, nello Spezzino.
Dunque: due anni fa si è spezzato il cavo telefonico che consentiva i collegamenti via filo a una famiglia del posto. Immediato l’intervento del gestore del servizio che ha inviato una squadra di tecnici ad affrontare l’emergenza e ripristinare l’allaccio. Consulto approfondito, altrettanto profonda riflessione, ricorso alle più sofisticate tecnologie, infine il verdetto: «Facci un nodo». Rigorosamente a mano. Eseguito.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma soprattutto ne è venuta giù, sempre di acqua, dal cielo. E ogni volta, la pioggia ha provocato il black out, per via di quel nodo che garantisce lo scambio di conversazioni quando il tempo è secco, ma va in crisi quando arriva la macaia, figurarsi la pioggia. E così a Bastremoli, frazione sfigata di Follo, il telefono di quella casa resta inesorabilmente muto. Inutili, finora, le rimostranze, per ottenere un collegamento meno precario.
Pare che la risposta sia sempre la stessa: «Provvederemo, appena ci saranno i fondi». Questione di soldi, dunque. Questo sì che è un bel nodo.
Scorsoio.