Cavoli e pomodori invece di siringhe sporcizia e degrado

Là dove c'era l'erba, anzi erbacce, rampicanti, piante infestanti. Senza contare siringhe e spazzatura. Là dove c'era tutto questo ora ci sono filari di pomodori a grappolo, cespi di lattuga e cavoli. Sono gli orti abusivi sorti negli anni tra le case, i palazzi, i condomini di nuova costruzione realizzati al tempo del boom edilizio a Granarolo, Oregina e sulle alture della città. Una panacea contro il degrado del verde pubblico secondo il consigliere di opposizione Vincenzo Pagliolo (Pd) del Municipio Centro Est che durante la riunione del consiglio di giovedì sera ha presentato una mozione a favore degli orti urbani. In realtà il progetto «Orti urbani» è già stato realizzato dall'amministrazione municipale guidata da Aldo Siri (Lista Biasotti) nella scarpata di via Carlo Montanari, a Oregina, attribuendo lotti di terreno pubblico tramite concorso ai cittadini che ne facevano richiesta. La proposta di Pagliolo è di estendere l'iniziativa agli altri terreni abbandonati che solo a Oregina sono oltre 25 mila metri quadrati tra aree verdi e scarpate come «quelle di via Balestrazzi e via Achille Papa che tra le altre cose sono anche escluse dal contratto di servizi dell'Aster e quindi nel più totale abbandono», sottolinea il consigliere.
«È una proposta che valuteremo con attenzione considerato che qualsiasi percorso che va a riqualificare il territorio deve essere intrapreso», ha assicurato il presidente del Municipio Aldo Siri che ha aggiunto: «Non dimentichiamoci, però, che per realizzare questi orti ci sono molti investimenti da fare, bisogna realizzare impianti idrici e controllare periodicamente i terreni evitando per esempio che i contadini raccolgano l'acqua all'aperto attirando zanzare nelle abitazioni vicine». Insomma, un invito a valutare di volta in volta costi e benefici dell'iniziativa. Tanto più che se è vero che molti cittadini e anziani sarebbero ben disponibili ad adottare un pezzo di verde pubblico in cambio ortaggi genuini e privi di fertilizzanti, «non ci si deve dimenticare - ricorda Giuliano Bellezza (Pd) - che l'iniziativa degli orti urbani era nata in gran parte da liti e contrasti».
Il riferimento è ai frequenti litigi tra gli improvvisati coltivatori diretti per il controllo di fasce e fascette da seminare a fave in inverno e fagiolini in primavera. Nulla a che vedere, a quanto pare, con quello spirito di benessere e collaborazione teorizzato dagli studiosi americani dell'«ortoterapia».