Cayard è rimasto a terra «Mi sono stufato di perdere»

Paul Cayard ha scelto di restare fuori dal grande gioco della Coppa e partirà per il prossimo giro del mondo a bordo della barca armata da Disney per promuovere il sequel del film con Johnny Depp sulle avventure dei pirati. E nel 2007, assieme a Russell Coutts, organizzerà un nuovo circuito.
Paul, come vede la nuova America’s cup?
«Il problema è che la partecipazione a un evento non può costare cinque volte il suo valore commerciale. Non è più un business, è quasi beneficenza».
Perché ritiene che il valore commerciale sia così basso?
«Per il primo, per chi vince, c'è ritorno. Ma per il quinto non c'è, la visibilità e l'attenzione dei media è molto bassa. Il Moro di Venezia e Luna Rossa quando hanno vinto la Louis Vuitton hanno avuto grande ritorno, ma non legavano la loro partecipazione alla promozione di Prada o Montedison. Tutti scrivono e parlano di Alinghi, ma non di Infonet o Ubs che sono gli sponsor. Bmw ha pagato una montagna di soldi per poter chiamare la barca Bmw-Oracle, anziché Oracle-Bmw. In realtà la Coppa è sempre stata una sfida tra ricchi, che non cercavano alcun ritorno commerciale diretto».
C'è comunque un seguito importante.
«La Coppa America è percepita come l'evento al primo posto nella vela. Forse lo è anche, ma sotto il profilo sportivo ho qualche perplessità. Ci sono avvenimenti più coinvolgenti, forti, dove emergono i talenti veri».
Ha avuto offerte per partecipare alla prossima edizione?
«Sì, ma onestamente sono contento di non essere coinvolto. Non sentivo la concreta possibilità di vincere. Dopo che ho fatto questa vita per anni, non mi basta più partecipare».
Come le sembra sarà organizzata la prossima edizione?
«Sarà una bella edizione, si torna in Europa ed è importante. Sarà una bella lotta, anche se si è perso lo spirito forte della nazionalità, ma è così anche per la Ferrari che resta italiana nonostante il pilota tedesco. L'Italia ha tre team e questo testimonia che c'è molto più interesse che negli Stati Uniti».
Eppure gli Usa hanno forte senso della nazione, la Coppa America fa parte della loro storia: perché non arrivano sfide?
«Forse per mancanza di personalità forti. Larry Ellison non è un grande personaggio, non ha estremo fascino e senso dello spettacolo».

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