Cazzaniga e Brischetto in due per una poltrona

Ermanno Mori

Siamo in tempo di elezioni nazionali e, proprio in questi giorni, si svolgeranno anche le elezioni per le cariche sociali dell'Associazione Nazionale Allevatori Trotto. Le elezioni degli allevatori avranno un tono più vivace del solito per il fatto che, a contendersi la carica di Presidente, vi sono due personaggi molto impegnati ippicamente: Tino Cazzaniga, l'attuale Presidente, e Roberto Brischetto, delegato del Piemonte che ambisce a diventare Presidente. Nel panorama dell'ippica nazionale l'A.N.A.C.T. riveste particolare importanza perché produce i due terzi di tutti i cavalli che scendono sugli ippodromi italiani ed ha raggiunto, con investimenti costanti e sacrifici economici notevoli, livelli qualitativi di rilevanza mondiale.
Vivono sui prati italiani, in un sistema agricolo di moderna efficienza, quasi 10.000 fattrici selezionate, con una produzione annua di almeno 5.000 puledri. La possibilità per il settore di poter usare seme congelato per l'inseminazione artificiale, presso tutti gli stati, ha fatto sì che, nell'ultimo periodo, la qualità dei prodotti abbia raggiunto i massimi livelli.
Una crisi economica che si è avvertita sensibilmente nell'ippica, per l'introduzione negli ultimi periodi di nuovi eventi sportivi su cui scommettere. Tutto il mondo del cavallo vive sulle scommesse, non riceve aiuti economici da parte dello Stato, come in altri settori dell'agricoltura. L'assottigliamento delle scommesse non ha giovato di certo al montepremi il quale, pur con un numero di corse aumentate, ha subìto un decremento sensibile, vicino al 10%. Si è corso ai ripari diminuendo il numero delle corse e creando, negli ultimi mesi, nuovi tipi di gioco sui cavalli che stanno rivelandosi molto utili e che hanno portato introiti aggiuntivi. Fino a qualche anno fa, l'organizzazione del gioco era in mano all'U.N.I.R.E. che, a sua volta, era governata prevalentemente da ippici. Il passaggio delle scommesse all'Agenzia dei Monopoli di Stato ha reso meno intensi i legami tra i produttori dei cavalli (allevatori proprietari guidatori), i gestori dello spettacolo ippico (Società di corse) e gli assuntori del gioco (Agenzie ippiche). Ne è nata quasi una lotta continua perché nessun settore, in una situazione recessiva, intendeva subire le maggiori perdite. L'A.N.A.C.T., diretta da Tino Cazzaniga, è stata molto vicina agli organi istituzionali non tanto per salvare, nella più alta misura, i suoi proventi, quanto per far sì che tutto il mondo ippico non crollasse.
È lapalissiano che senza cavalli non si fanno le corse ed un crollo degli allevamenti di trotto, che producono i tre quarti dei cavalli in pista, avrebbe portato alla fine di un mondo che, bene o male, dà da vivere a molti altri settori (artieri, guidatori, allenatori, proprietari, veterinari, membri di giurie, carrozzieri, produttori di medicinali, addetti al gioco, operatori degli ippodromi).
Grosse novità, per l'ippica, dopo le elezioni politiche in aprile, non dovrebbero sorgere perché, trattandosi di un settore economico, abbiamo potuto constatare che si attuano accordi trasversali in cui si intrecciano volontà positive, sia di destra che di sinistra. Anche nel passato i rapporti degli ippici con la politica sono stati sempre positivi. Addirittura esistono, al Senato ed alla Camera, formazioni politiche con esponenti di partiti diversi uniti sotto il cartello «amici dell'ippica».
Contiamo sul prolungamento di questi rapporti e riteniamo che l'attuale Presidente Tino Cazzaniga, abbia le qualità e le possibilità di un buon proseguimento. Conosco Tino e so che è persona onesta, generosa, leale, molto aggiornata sui problemi dell'ippica. Del concorrente Roberto Brischetto, persona altrettanto stimabile, posso dir solo che mi sembra abbia una caratteristica accentuata di “allevatore stalloniere” (gestisce validamente Varenne) che a volte lo pone in una situazione particolare, anche di apparente contrasto con gli allevatori puri. Lo vedrei pertanto più adatto come presidente dell'Associazione Italiana Stallonieri e sarei felice di continuare a vederlo seduto nel Consiglio d'Amministrazione dell'A.N.A.C.T., come ha validamente fatto in questi anni.