Cazzola: "Messaggio rischioso, Renato già sotto scorta"

Milano - Un vecchio vizio della sinistra, rinnegato a parole, ma praticato nei fatti. E non è quello di disegnare pistole puntate. A colpire Giuliano Cazzola, economista, deputato del Pdl, principale animatore degli Amici di Marco Biagi è il fatto che ci sia ancora chi sente il bisogno di dare un volto al nemico.

Che questa volta è quello di Renato Brunetta, con il quale lei ha collaborato...
«Cattivo gusto, non giustificato dalla satira. Ogni tanto dimentichiamo che qualcuno può prendere sul serio certi messaggi. È successo con D’Antona e Biagi. Poi Brunetta è sotto tutela».

Per via della riforma?
«No, la scorta ce l’ha da prima. Adesso Brunetta sta realizzando le cose che Tommaso Padoa-Schioppa aveva inserito nel Libro Verde e che il centrosinistra non è stato capace di realizzare».

Lei è stato sindacalista in tempi bui. Non le sembra che allora la sinistra «ufficiale» fosse un po’ più attenta su temi come questi?
«Il terrorismo era un fenomeno molto presente, soprattutto nei luoghi di lavoro, e nessuno avrebbe fatto satira di questo tipo».

Forse la sinistra ha abbassato la guardia perché pensa non ci sia più la minaccia del terrorismo?
«Non sono uno studioso di terrorismo. Però chi ha lavorato con Marco Biagi è sotto tutela. Io leggera, altri come Tiraboschi vivono blindati. Non credo che se non ci fossero più rischi avremmo la scorta».

L’Unità non ne ha tenuto conto?
«Il problema è che dalla vignetta emerge l’esigenza di individuare un simbolo, un cattivo, un tiranno. Un po’ come quando si dice che con Berlusconi siamo a rischio argentina o russia. Quando è a rischio la democrazia, tutto è ammesso».

(A.S.)