La Cdl all'attacco: "E' uno scandalo, Visco lasci il governo"

Inevitabile, in tempo di conflitti d'interessi e di tentativi di emarginare il leader della Casa della libertà dalla politica "ex lege" (di sinistra), il caso Visco svelato un anno fa dal Giornale e rilanciato oggi con la pubblicazione dei verbali del generale Speciale, si è rivelato subito l'ennesimo boomerang per il governo Prodi e la sua traballante maggioranza. Coop, Unipol, tentativi di scalata, finanziari troppo "curiosi" da "promuovere", il viceministro diessino che nega tutto parlando di "ricostruzione di fatti avvenuti un anno fa e riesumati in modo capziosamente e scientemente distorto, con titoli artatamente costruiti" e annuncia: "Delle questioni che mi riguardano e della volontà di coinvolgermi in modo falso e distorto si occuperanno i miei legali". Ma la direzione del Giornale, in risposta alle dichiarazioni del viceministro Visco "precisa che non c’è stata alcuna ricostruzione distorta e faziosa nella vicenda che lo vede coinvolto. Prova ne sia che Il Giornale ha riportato integralmente il verbale dell’interrogatorio del comandante generale della Guardia di Finanza, generale Roberto Speciale. Leggendolo, ognuno potrà trarre le proprie conclusioni su ciò che accadde in quei giorni di luglio dello scorso anno anno. Visco, se ne è in grado, smentisca il verbale del generale».

Così la Cdl parte all'attacco compatta. Inevitabile, sarebbe da dire, come sarebbe inevitabile - ci perdoni D'Alema la citazione, in un "paese normale" l'uscita di scena del viceministro.
Bondi: "Il governo spieghi o si dissoci" "Quella rivelata dal quotidiano Il Giornale è una vicenda di una gravità indicibile e dai risvolti inquietanti. Si tratta di un altro colpo alla credibilità di questo governo, che si riverbera pesantemente sulle nostre istituzioni democratiche". Per il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, "un governo serio e responsabile fornirebbe delle spiegazioni convincenti oppure scinderebbe le sue responsabilità da quelle del viceministro Visco. Per il bene del Paese coltiviamo la speranza che il governo nel suo insieme non neghi la realtà dei fatti, rifugiandosi ancora una volta nell’arroganza e nella intoccabilità. Sarebbe - conclude - un pessimo segnale per il Paese".

Gasparri (An) e Baccini (Udc): "Si dimetta" "Ho letto allibito il verbale dell’interrogatorio del comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale nel quale descrive in maniera dettagliata le pressioni fatte dal viceministro Visco per ottenere l’immediata rimozione degli ufficiali della Guardia di finanza che hanno indagato sulle vicende Consorte-Unipol", dice Maurizio Gasparri, deputato di An, "il suo comportamento è inaudito e le sue immediate dimissioni si impongono. Non si può fare la morale come fa D’Alema sulla crisi della classe politica e sulla ribellione dei cittadini e mantenere al governo una persona che ha agito in questo modo. Prendiamo atto del fatto che il generale ha avuto un grande coraggio nel raccontare la verità ai magistrati e di avere addirittura ipotizzato le sue dimissioni pur di non soggiacere alle illegali pressioni di Visco. C’è da augurarsi che tutti quelli che stanno dedicando pagine e pagine agli orrori ed agli errori della casta politica si occupino con la adeguata evidenza di questo caso. Lo scandalo Visco è enorme - conclude - e ci attendiamo che Prodi prenda provvedimenti oggi stesso".
Stessa posizione anche da parte del vicepresidente del Senato, Mario Baccini. "Non so se ci siano estremi di rilevanza penale, certo è che il tentativo di pressioni sulla Guardia di Finanza appare evidente e ancor più grave per il delicato compito che questa riveste nella tutela delle Istituzioni democratiche. A Visco non resta che prendere atto delle ombre che il suo comportamento lancia sul Governo e di rassegnare le dimissioni, in attesa di fare piena luce sulla intera vicenda".

Volontè: "Dica la verità sugli intrecci rossi" "Al viceministro - afferma l'esponente del partito di Casini - resta solo una alternativa,dire la verità sugli intrecci rossi di cui è a conoscenza e che sono all’origine della cacciata dei vertici della Guardia di Finanza in Lombardia. D’Alema vede nuovi anni novanta? Le indagini in Umbria, lo scempio campano di Bassolino e le notizie su Visco sono una bella conferma. Prodi e D’Alema - conclude l’esponente dell’Udc - avranno un bel da fare pulizie di casa".

Bocchino: "Il premier riferisca in parlamento" "Mentre si tengono le Camere impegnate a discutere del conflitto d’interessi - aggiunge Bocchino - al solo scopo di indebolire l’opposizione, emerge un conflitto che sa di affari e metodi che non hanno a che fare con la politica ma con metodi di altre organizzazioni non certo nobili. Se la stessa cosa - conclude il deputato di An - fosse accaduta a uomini di governo del centrodestra ci sarebbe stata una sollevazione da parte di molti opinionisti che speriamo anche in questo caso facciano sentire la loro voce. Ora Prodi riferisca al parlamento".

Cicchitto: "Tentato insabbiamento" "Ricordiamo al viceministro Visco che la verità non ha date di scadenza e se il Giornale è entrato in possesso solo ieri di documenti che dimostrano le sue reiterate pressioni, alternate a minacce, nei confronti del comandante generale della Guardia di Finanza, affinché cacciasse i suoi ufficiali che indagavano su Unipol, è giusto che vengano pubblicate", dice il vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto. "È bene chiarire, infatti, che di scandaloso qui c’è solo il comportamento di Visco, non dei giornalisti, che ancora una volta hanno fatto il loro dovere. È infatti inaccettabile che un viceministro abusi del suo ruolo per tentare di insabbiare un’inchiesta che investe il suo partito con alcuni suoi alti dirigenti, quali gli onorevoli Fassino e D’Alema, attraverso la rimozione immotivata e coatta degli ufficiali delle Fiamme Gialle che hanno condotto le indagini". Di fronte a tanta "arroganza, mista ad un uso prepotente e personalistico delle istituzioni, con abusi di potere gravissimi, il viceministro Visco dovrebbe trarne le dovute conseguenze. E se non lo fa lui, si muova il presidente del Consiglio, perchè la credibilità del governo è già ai minimi".

Storace: "Va cacciato dal governo" "Come fa Visco a dire che è falso quanto pubblicato dal Giornale? Mette in dubbio che le dichiarazioni attribuite al comandante della Finanza non siano vere? Ha forse querelato il generale Speciale, anzichéprendersela con l’informazione? - si chiede il senatore di An Francesco Storace - È Mastella che ci deve dire se la magistratura ha interrogato o no il viceministro dell’economia. Vogliamo sapere se ci sono state omissioni. Quanto a Visco, un esponente di governo che minaccia le forze dell’ordine deve essere cacciato su due piedi dall’esecutivo"