Cdl all'attacco: tra sei mesi Italia in ginocchio

Roma - Le parole di Romano Prodi pronunciate nella conferenza stampa di fine anno danno la stura alle reazioni del centrodestra. Durissimo il commento di Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia: "Con la disonestà politica ed intellettuale non si rende un buon servizio al Paese e neppure alla propria parte politica. Un premier serio riconosce i meriti dei governi precedenti e ammette le proprie difficoltà. Questo gli renderebbe onore e gli consentirebbe forse di superare queste difficoltà".

Il presidente dei senatori azzurri, Renato Schifani, si dice convinto che "gli italiani non avranno più dubbi: altri sei mesi con Prodi a palazzo Chigi e l'Italia sarà definitivamente in ginocchio. Il governo Berlusconi - aggiunge l'esponente di Forza Italia - ha lasciato al professore un Paese in forte crescita, con un milione e mezzo di posti di lavoro in più rispetto al 2001, con una diminuzione delle tasse e maggiori entrate per quasi 40 miliardi di euro con la lotta all'evasione. Prodi invece ha sprecato tutto, con la sua solita politica dell'aumento delle tasse. E oggi, con il quotidiano soccorso palese della tv di Stato, difende una finanziaria indifendibile, bocciata da tutti gli italiani, e ci viene a sciorinare le solite formule vuote e fumose nel vano tentativo di recuperare un consenso irrimediabilmente e irreversibilmente perso”.

Nell’opposizione c’è anche chi approva le parole del premier, ma lo fa con tono ironico: «Ha ragione Prodi – dichiara il capogruppo di An al Senato, Altero Matteoli - nessuno salirà sul suo carro che si sta fermando. Per il resto non si può condividere null'altro. Con toni soporiferi, Prodi ha pronunciato un'innumerevole quantità di falsità incommentabili: dalle maggiori entrate affluite negli ultimi mesi e non da gennaio 2006 grazie alle misure prese dal precedente governo, alla riforma delle pensioni dove ha dimenticato volutamente quella Maroni, dalla finanziaria disastrosa che Prodi indica come svolta per il Paese ai temi della sicurezza dimenticati dall'attuale esecutivo”.

Anche il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, vede un presidente del Consiglio in grosse difficoltà: “Prodi è sotto scacco. Sulle pensioni la maggioranza è lacerata da profonde contraddizioni e il governo naviga a vista, senza una rotta, dimostrando ancora una volta di non essere all'altezza dei problemi. Inconciliabili, al momento - prosegue l'esponente centrista - le posizioni di Ferrero e della sinistra massimalista e quelle della cosiddetta sinistra riformista. Il risultato più probabile sarà, come al solito, la paralisi e il rinvio. Aspettiamo Prodi - conclude Cesa - sul terreno delle proposte concrete”.