La Cdl attacca: ora il viceministro si dimetta Casini: se ne vada, ma per gli studi di settore

L'azzurro Cicchitto: la posizione del viceministro diessino è insostenibile, tragga le conseguenze, delicata anche la posizione di Padoa-Schioppa dopo il suo intervento al Senato

Roma - Il viceministro è indagato per la vicenda delle pressione e delle minacce denunciate dall'ex comandante della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, e la Cdl attacca, chiedendo che il "signor Fisco" tragga le conseguenze e lasci la poltrona governativa.

Cicchitto: posizione insostenibile «Essendo garantisti con tutti non saremo noi a chiedere le dimissioni del viceministro Visco, al quale è arrivato un avviso di garanzia per reati molto gravi, ma dovrebbe essere lui a capire che la sua posizione è diventata insostenibile e che costituisce un problema serio per il suo stesso governo». Lo afferma in una nota Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia. «Chi si trova in una posizione assai delicata - aggiunge - è anche il Ministro dell’Economia Padoa Schioppa, che è andato al Senato a raccontar balle sia su Speciale, sia sullo stesso Visco da lui esaltato con espressioni che comunque oggi risultano del tutto ridicole».

Gasparri: rivolta fiscale giusta reazione «È una vergogna che Visco rimanga ancora al suo posto. La sua sfrontatezza è superata solo da quella di Prodi e Padoa Schioppa che lo tengono nel suo incarico», insiste anche Maurizio Gasparri dell’esecutivo di Alleanza nazionale. «Che dice Veltroni? Che dice il Presidente della Repubblica? Se a un personaggio già condannato in tribunale e ora indagato per l’aggressione alle forze dell’ordine si affidano le entrate dello Stato, - afferma Gasparri - la rivolta fiscale è una giusta reazione democratica. In Parlamento e ovunque andrà Visco dovrà confrontarsi con la indignazione degli italiani. È meglio che vada a casa. Ma non in quella oggetto di condanna per abusi edilizi a Pantelleria».

Casini: se ne vada, ma per gli studi di settore «Non sono garantista ad intermittenza o secondo le convenienze. Sarà la magistratura a spiegarci se e come Visco ha sbagliato. Il mio parere è che dovrebbe dimettersi per ragioni che sono tutte politiche». Lo ha affermato Pier Ferdinando Casini, presidente dell’Internazionale democristiana, a margine di un incontro dell’Idc, al quale erano presenti anche l’ex premier spagnolo Josè Maria Aznar, l’ex presidente del Messico Vincente Fox e Antonio Lopez, segretario generale del Partito popolare europeo. «Ad esempio - ha detto ancora Casin i- per la stretta sugli studi di settore e per l’introduzione degli indici di normalità economica che hanno messo in ginocchio intere categorie di contribuenti dalle piccole e medie imprese agli artigiani e ai commercianti e che sono del tutto sballati».

Schifani: eviti il secondo tempo di una brutta partita «Con un grande gesto di responsabilità Visco potrebbe evitare il secondo tempo di quella brutta partita che in Senato avevamo preannunciato che non sarebbe finità li», anche il capogruppo di Fi al Senato Renato Schifani chiede al vice dell'Economia di fare un passo indietro. «Se è vero che in passato, con senso dello Stato, esponenti di vari governi hanno preferito dimettersi per molto meno ed in assenza di indagini della magistratura, oggi è gravissimo che Visco, sottoposto invece ad indagini, continui nel ruolo di cui si è fatto forte proprio per le sue condotte illecite».

Casellati: per decenza si dimetta «Incollato alla poltrona. Nemmeno ora che la Procura di Roma lo ha indagato per tentato abuso d’ufficio e minacce, il viceministro Visco toglie il disturbo. Non sta a noi stabilire se c’è rilevanza penale nel comportamento tenuto da Visco nei confronti del generale Speciale, ma decenza e senso di responsabilità imporrebbero le sue immediate dimissioni, in attesa che sia fatta definitivamente chiarezza. E invece niente: il viceministro resta al suo posto, con l’arroganza che contraddistingue il governo Prodi». Lo afferma Maria Elisabetta Casellati, vicepresidente dei senatori di Forza Italia.