La Cdl attacca Veltroni: «Chieda scusa alla città» Il sindaco: «Che livore»

Forza Italia: lui e i ds pensano solo alla leadership nazionale. La replica: «Sembra quasi che non aspettassero altro che un incidente»

Fabrizio de Feo

da Roma

I treni riprendono a solcare i binari, la metropolitana di Roma ritorna gradualmente alla normalità. Ma, in superficie, dalle parti del Parlamento e del Campidoglio, la temperatura della polemica politica contro il sindaco Walter Veltroni non si placa affatto.
La scintilla è la controffensiva del primo cittadino capitolino che se la prende con «la saga delle dichiarazioni politiche», fenomeno «tipico del nostro Paese che mi fa tristezza». Con una postilla: «Sembra quasi che qualcuno non aspettasse che un incidente così grave per scagliarsi contro di me con tutto questo livore». Veltroni incassa telefonate di solidarietà da parte di Carlo Azeglio Ciampi, Gianni Letta e Marco Follini. Ma il sindaco rimane al centro del mirino. E da parte di molti esponenti della Cdl partono nuovi affondo verso un amministratore, a loro dire, troppo impegnato nell’effimero e negli eventi ma distratto sui servizi essenziali.
«Sono allibito dalle dichiarazioni del sindaco. In questa città si è sviluppata una condizione di irresponsabilità permanente e chi lo denuncia viene accusato di lesa maestà a Veltroni» attacca il vicepresidente del Senato, Mario Baccini. «Qui l’unico responsabile rischia di essere il macchinista che deve fare i conti con strumentazioni inefficaci, sovraccarico delle linee, condizioni di manutenzione scarse. Gli altri? I vertici? Tutti irresponsabili. A Roma, d’altra parte, si fanno solo scelte che danno popolarità. La città, però, si sarebbe aspettata almeno le scuse dai responsabili».
Punta il dito contro il modello veltroniano anche Maurizio Gasparri. «Bisognerebbe pensare alla sicurezza delle 800mila persone che ogni giorno prendono la metropolitana a Roma. E non solo a quella di Richard Gere, Monica Bellucci e Sean Connery». In difesa del sindaco ds si schiera, invece, Marco Follini che bolla come «sgradevoli, per usare un eufemismo, le polemiche di una parte del centrodestra, con esponenti dell’Udc in prima fila». Ma il fuoco di fila non si ferma. E proprio dal partito di via Due Macelli il deputato Luciano Ciocchetti fa notare che «criticare anche aspramente il sindaco Veltroni non mi sembra né un delitto né un atto di sciacallaggio». Alza i toni anche il capogruppo Dc al Senato Mauro Cutrufo che parla di Veltroni come del «nostro Super Sindaco che si dimostra ancora una volta un abile prestigiatore pronto a tirare fuori dal cappello l’ennesimo prodigio, e per questo non esita a tentare di nascondere le responsabilità dell’accaduto dietro al perfetto funzionamento della macchina dei soccorsi che riguardano semmai la Protezione civile e le forze dell’ordine. I problemi sono concreti, anche se erano coperti dalla fitta rete fumogena messa in atto dal sindaco mago. Invece di continuare a preoccuparsi della sua immagine - conclude Cutrufo - il sindaco risponda alle accuse e inizi ad occuparsi finalmente dei problemi veri del popolo della capitale».
Per Forza Italia è, invece, Fabrizio Cicchitto a prendere la parola. Lo fa per sottolineare come «la struttura di fondo della città di Roma, le sue infrastrutture, specie i suoi trasporti, lo stesso arredo urbano complessivo» siano «profondamente in crisi». «Veltroni e tutto il gruppo dirigente diessino» continua il vicecoordinatore azzurro «esprimono un ramificato e organico sistema di potere e sono tutti proiettati alla conquista di un ruolo di leadership nazionale. Questa è una delle ragioni per cui tutta la politica capitolina è proiettata verso eventi mediatici nazionali e internazionali». Una ambizione, fa capire Cicchitto, che certo non aiuta i protagonisti della scena romana a calarsi fino in fondo nei veri problemi della capitale.