La Cdl: «Così perdiamo credibilità» L’Unione: «Volevano lo spezzatino»

Gasparri (An): «Prodi ha fatto aggiotaggio di Stato» Di Pietro: «Dobbiamo impedire che si mangino Tim Brasil»

da Roma

La retromarcia di At&t ha lasciato ovviamente il segno nel mondo politico. Alle accuse della Cdl di aver allontanato dall’Italia un importante investitore come il gruppo americano minando la credibilità internazionale del Paese la maggioranza di centrosinistra non ha trovato risposta migliore che sollevare dubbi sulla serietà dell’offerta tex-mex e dell’attuale management di Telecom.
«Sulle decisioni di At&t gravano i comportamenti illegali del governo. Le cordate tricolori devono vincere sul mercato, non con l’aggiotaggio di Stato attuato da Prodi», ha osservato l’ex ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri (An). «Prodi fa di tutto per mettere in fuga quegli investitori, come la At&t, che credono in quel libero mercato che in Italia è ogni giorno più a rischio», ha sottolineato Sestino Giacomoni di Forza Italia. «Una sconfitta per l’economia italiana», ha tagliato corto l’azzurro Benedetto Della Vedova. Formiche, la rivista vicina ai cosiddetti «volenterosi» ha parafrasato Gianni Agnelli. Se per l’Avvocato l’Italia non era la repubblica delle banane, semmai dei fichi d’India, per la rivista la scelta di At&t è la riprova che il nostro Paese «ha perso pure i fichi d’India».
Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, invece, ha puntato il dito ancora una volta contro América Móvil. «Questo avvenimento - ha affermato - svela il gioco del signor Slim, interessato solo a papparsi la polpa di Tim Brasil. Una situazione che dobbiamo assolutamente impedire». E che maggioranza e governo non abbiano nessuna intenzione di fare un passo indietro dopo aver disegnato scenari che andavano dallo scorporo della rete fissa all’appoggio di cordate tricolori lo ha confermato anche il sottosegretario all’Economia Paolo Cento. «Gli americani - ha detto - non possono pensare che noi non apriamo bocca. Se si determinano le condizioni per un intervento dell’impresa italiana è utile per il Paese».
Il senatore della Margherita, Luigi Zanda, ha rincarato la dose chiedendo nuovamente un intervento della Consob dopo il fallimento della trattativa e gli esiti negativi dei colloqui con Murdoch e Telefónica. «Mi chiedo quali effetti abbiano avuto tutti questi movimenti sul valore dei titoli». La caccia alle streghe è appena iniziata.