La Cdl difende la Costituzione: serve un’intesa laici-cattolici

Anna Maria Greco

da Roma

Difesa della famiglia, innanzitutto. Ma aperture alla discussione sui diritti individuali nelle unioni di fatto. Dopo il sasso sui Pacs lanciato dal ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini e la dura reazione del Vaticano, nel centrodestra sembrano prevalere le voci anche cattoliche che cercano un’alleanza con quei settori dell’Unione contrari alla deriva zapaterista, senza escludere però una regolamentazione delle convivenze.
Tutto sta nell’intendersi sull’obiettivo da perseguire. Lo fa capire il leader Udc Pier Ferdinando Casini, che parla di una possibile battaglia comune con il vicepremier Francesco Rutelli della Margherita e le forze del centrosinistra con le quali si trovò un accordo trasversale per la fecondazione assistita.
Lo dice anche Francesco Storace di An, che raccomanda di cercare un’intesa con il ministro Dl della Famiglia Rosy Bindi, secondo la quale una legge è urgente per gli omosessuali più che per gli etero.
«Non ho pregiudizi - spiega Casini, in un’intervista al Corriere della Sera - sulle coppie di fatto, anche omosessuali. Ma una cosa è dire sì a diritti, altro è il parallelismo con la famiglia». E Storace dice al Messaggero che il disegno di legge della Pollastrini va esaminato «con obiettività e senza «paraocchi», cogliendo l’occasione per dimostrare che An rappresenta «una destra moderna».
In Forza Italia c’è chi consiglia il dialogo, più che l’opposizione oltranzista al progetto governativo. Ma il coordinatore nazionale azzurro, Sandro Bondi, avverte: «Oggi la sfida politica e culturale più alta e più impegnativa, che non ha nulla a che fare con le tradizionali divisioni del passato, è quella che vede uniti laici e cattolici in difesa dei principi fondamentali della Costituzione in materia di famiglia e contro la cultura dell’individualismo libertario in nome di una diversa concezione della libertà».
Il vicepresidente dei deputati di Fi, Enrico La Loggia, invoca invece un fronte comune dei parlamentari cattolici, quando il ddl Pollastrini sarà presentato alle Camere, «per scongiurare ogni forma di attacco al valore della famiglia così come sancito e tutelato dalla Costituzione». Anche Francesco Pionati dell’Udc rinnova l’invito ai cattolici dell’Unione per una battaglia comune contro i Pacs. Una proposta di legge già depositata alla Camera con le firme dell’azzurro Dario Rivolta, di altri deputati di Fi e An, si propone di trovare una soluzione che affronti «sia i giusti e naturali diritti delle coppie di fatto etero o omosessuali e nello stesso tempo salvaguardare il concetto di famiglia, così come provato dal senso comune italiano». È netto il «no ai Pacs alla Pollastrini» di Riccardo Pedrizzi di An. Per lui, «equiparare o anche solo assimilare la famiglia costituzionalmente intesa alle libere e private, convivenze è una profonda ingiustizia e discriminazione sociale nei confronti di chi si assume di fronte alla società e allo Stato una responsabilità, un impegno e un dovere definiti».
Non aiutano il sereno confronto le dichiarazioni del ministro della Salute, Livia Turco, che si ribella alle «minacce» del Vaticano sui Pacs. Parole «improprie» contro la Chiesa che fa il suo dovere, obietta Casini. E Storace sottolinea: «Mistificare come minacce le legittime opinioni della Chiesa significa sbarrare irresponsabilmente la strada al dialogo su un argomento delicatissimo. E conferma che la sinistra non intende approvare una legge sui diritti delle persone, ma solo agitare ideologicamente il tema». Anche Luca Volontè dell’Udc attacca la Turco e la «violenta e intollerante reprimenda verso il Vaticano», sostenendo che «con i Pacs si vuole sterminare ed estirpare non solo la società naturale della famiglia ma anche la memoria della Costituente». Per l’azzurro Maurizio Lupi le preoccupazioni dell’Osservatore Romano sui Pacs sono le stesse della maggioranza del Paese. Chiara Moroni, sempre di Fi, spiega invece che le posizioni del Vaticano «vanno rispettate ma non possono diventare leggi dello Stato» e chiede di «estendere, senza discriminazioni, la sfera dei diritti».