Cdl e Unione alla pari Ecco i sondaggi nelle mani del premier

Studio di «Euromedia Research»: tra maggioranza e opposizione differenza dell’1,3%. Determinanti la Mussolini e il 26,4% di indecisi

Francesca Angeli

da Roma

Nella corsa verso le elezioni il centrodestra in rimonta riduce il distacco col centrosinistra. A confermarlo sono i sondaggi di tutti gli istituti demoscopici ma con differenze di percentuale molto consistenti. Per Euromedia Research si tratta di un’incollatura: il gap tra maggioranza e opposizione, rilevato tra il 13 e il 14 gennaio, è pari all’1,3 per cento, quasi un testa a testa.
Molto più ampia la distanza rilevata il 16 gennaio da Swg per l’Espresso: 4,7 al Senato e 4,4 alla Camera mentre l’Ispo del professor Renato Mannheimer, tra l’11 e il 12 gennaio, valuta un distacco del 6 per cento tra i due schieramenti ovviamente a favore dell’Unione. Una discrepanza di risultati evidente e che lascia il cittadino perplesso nei confronti di questo tipo di indagine.
Per molti la spiegazione è facile: Euromedia Research è diretto da Alessandra Ghisleri, ex collaboratrice di Luigi Crespi, e dunque etichettata come la novella «Gianni Pilo» berlusconiana di ferro. Non a caso Silvio Berlusconi preferisce citare i sondaggi di Euromedia Research quando va in televisione. Ma la spiegazione non è semplice e neppure così banale.
Per capire come mai possa esserci tanta differenza occorre guardare ai dati in modo analitico, ricordando che si voterà col sistema proporzionale. Nell’indagine di Euromedia l’indicazione dei partiti che concorrono a formare il totale del 48,3 per cento per il centrodestra è puntuale. Forza Italia 20,4; Alleanza nazionale 11,7; Udc 5,8; Lega Nord 5,3; Pri 0,7;Pli 0,4; Riformatori Liberali 0,6; Nuovo Psi di Gianni De Michelis 0,5; Dc di Gianfranco Rotondi 1,6; Giovane Italia di Stefania Craxi 0,2; Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini 1,1. Ed è proprio su questo ultimo dato che la stessa Ghisleri mette l’accento. «È il partito della Mussolini la grande incognita del centrodestra - dice la Ghisleri -. Se andasse da sola come ha promesso il distacco raddoppierebbe». Il sondaggio Euromedia Research calcola il risultato del centrosinistra al 49,6 per cento. Con la lista dell’Ulivo al 31, la Rosa nel pugno al 2,1, l’Udeur all’1,5, i Verdi al 3,2, il Pdci al 2,9, Di Pietro al 2,1 e Prc al 6,8.
Gli istituti aggregano e disaggregano i dati in modo non uniforme. La differenza con i risultati ottenuti per esempio dal professor Mannheimer è dovuta, oltre che ad altri fattori, al fatto che nel totale del centrosinistra, che arriva al 51 per cento, viene calcolato anche l’1,5 per cento della Lista Consumatori che invece Euromedia tiene fuori. Colpisce però, tra gli altri, il dato riferito a Forza Italia: 20,5 addirittura maggiore di quello di Euromedia. Poi c’è An con l’11, l’Udc con il 6 e la Lega con il 5. Evidentemente il partito del premier è in decisa risalita anche per Ispo. Ci sono invece quasi quattro punti di percentuale di distanza con Swg che registra Forza Italia al 16,5 alla Camera e al 16,9 al Senato.
Da sottolineare però che nel 50,7 per cento che Swg attribuisce al centrosinistra c’è un 1,6 per cento (registrato il 16 gennaio contro lo 0,2 del 5 gennaio) di non meglio specificate “altre liste di centrosinistra”.
Insomma la differenza di risultato viene dall’aggregazione di partiti e partitini. Ma la vittoria o la sconfitta verrà decretata dal partito degli indecisi che nel mese di gennaio sembra essersi allargato. Euromedia Research registra un 26,4 per cento di indecisi e un 18 per cento che non risponde.
Non c’è dubbio che la vicenda Unipol e gli scandali bancari abbiano sottratto all’Unione almeno un punto di percentuale che però non è andato a ingrossare le file del centrodestra ma quelle degli indecisi. La partita si gioca tutta su quel fronte.
I sondaggi della prossima settimana cominceranno già a rivelare quanto l’offensiva mediatica del premier porti in termini di spostamento delle opinioni.