La Cdl: «Giunta Marrazzo vicina alla crisi»

Il centrista Gigli: «Servono scelte più coraggiose»

Marzio Fianese

Il siluro che si abbatte sulla giunta Marrazzo a chiudere il primo anno vissuto tra troppe polemiche e poca concretezza porta la targa dei diesse. E la firma del segretario della Quercia nel Lazio, Michele Meta. Che reclama una verifica della maggioranza in Regione, chiedendo di rivedere «ruoli e profili programmatici della Giunta a un anno dall’insediamento». Insomma, la colonna portante della coalizione che sostiene l’ex teledifensore civico comincia a malsopportare l’immobilismo del governo regionale, pur se cerca di tirare in ballo responsabilità della precedente amministrazione, come diplomatico e non troppo riuscito tentativo di non caricare troppo l’attacco all’alleato. E mentre Meta auspica una «scossa in positivo» e lamenta la mancata «azione riformista» dopo più di un anno di lavoro, la Cdl non si fa sfuggire l’occasione per mettere in evidenza i venti di crisi che soffiano sulla giunta. «La richiesta di verifica della maggioranza regionale avanzata dai Ds - osserva il consigliere regionale di Fi, Stefano De Lillo - è la cronaca di una crisi annunciata». L’azzurro mette a confronto i primi dodici mesi del governo regionale di Marrazzo con quello di Storace («Due leggi varate contro le diciotto del primo anno di Cdl nel Lazio», chiosa) per denunciare l’«inerzia del Consiglio criticata solo oggi dal segretario regionale Meta». Quanto alle critiche sulla «drammatica eredità» ricevuta da Marrazzo, De Lillo le rispedisce al mittente: «Meta - spiega - parla un po’ troppo criticamente dell’eredità ricevuta dal centrodestra: oltre alla ben diversa capacità di lavorare da lui stesso notata, abbiamo lasciato in eredità al centrosinistra fatti concreti come le opere pubbliche. A cominciare dai fondi per realizzarle, con quel project financing che lo stesso segretario regionale dei Ds propone come soluzione per finanziare la realizzazione del corridoio tirrenico o super Pontina: il project-financing c’è già, lì, disponibile, pronto ad essere utilizzato, perché il progetto dell’arteria finanziato dal Cipe del Governo Berlusconi fa parte della tanto odiata Legge obiettivo, guarda caso fondata proprio sul project-financing. Se ancora non se ne è fatto niente non è quindi per mancanza di fondi ma, ancora una volta, del centrosinistra regionale e della Giunta Marrazzo che ha bloccato tutto».
E sul difficile momento della maggioranza regionale si sofferma anche il capogruppo dell’Udc alla Pisana, Rodolfo Gigli: «La profonda crisi che sta attraversando la Regione Lazio è tutta nelle dichiarazioni del segretario regionale dei Ds Michele Meta, che ha chiesto senza mezze parole uno scossone. È la presa d’atto del fallimento della politica portata avanti dal centrosinistra dopo più di un anno dal suo insediamento». Anche l’esponente centrista della Cdl rileva «il chiaro tentativo di cercare di salvare una nave che, come da noi più volte denunciato, sta lentamente andando alla deriva», sottolineando che ormai «l’attività del consiglio regionale, come riconosciuto dallo stesso Meta, è praticamente azzerata e il ruolo degli stessi consiglieri pressoché annullato». Anche Gigli è critico per le polemiche diessine sulla precedente gestione di sanità e infrastrutture: «In un anno e passa di gestione Marrazzo non è stato fatto praticamente nulla per dare una risposta a questi problemi che, nel frattempo, si sono aggravati. Non si può più tergiversare su questioni che hanno bisogno da parte del centrosinistra di risposte certe e chiare e soprattutto di scelte di maggiore coraggio. Per questo chiediamo un immediato confronto in aula, per capire realmente quale politica il centrosinistra, sempre che ne abbia una, vuole portare avanti».