Cdl, mozione di sfiducia a Visco: "Lasci la poltrona di viceministro"

Documento unico del centrodestra presentato al Senato per votare la sfiducia al numero due dell'Economia coinvolto nel caso Speciale e indagato dalla magistratura: via tutte le deleghe

Roma - La Cdl si compatta, proprio nel giorno in cui il governo viene battuto al Senato su un emendamento alle norme fiscali per l'ammortamento degli immobili e in materia di Iva per le automobili, e firma la mozione dell'Udc che chiede le dimissioni del viceministro Visco.

Soddisfatti i centristi che, come spiega Francesco Pionati, ancora una volta "hanno dimostrato la qualità del loro modo di fare opposizione, utilizzando in Parlamento di volta in volta le occasioni che si presentano per mettere il difficoltà la maggioranza". "Berlusconi ci ha bacchettato - dice Pionati - forse perché pentito di non avere avuto lui questa idea".

Preclusa la strada della mozione di sfiducia individuale, che presentava aspetti "controversi", l'Udc già da ieri, al termine di una lunga riunione delle direzione nazionale, aveva annunciato che il partito aveva deciso per la presentazione della mozione. Ed oggi, al termine di un incontro dei capigruppo della Cdl al Senato, è stata decisa una linea comune. Francesco D'Onofrio primo firmatario, Altero Matteoli di An, Mauro Cutrufo della Democrazia cristiana per l'autonomia, Renato Schifani di Forza Italia e Roberto Castelli della Lega Nord hanno sottoscritto e presentato il documento nel quale si chiede che sia definitiva la revoca delle deleghe sulla Guardia di Finanza al viceministro dell'economia, criticato per la sua politica fiscale.

I centristi infatti ci tengono a sottolineare che non intendono entrare nel merito della vicenda giudiziaria relativa a Visco e alla Guardia di finanza perché il partito è sempre stato e sarà garantista. Il Senato della Repubblica - si legge nella mozione - considerato che il governo ha già proceduto alla sostituzione del comandante generale della Guardia di finanza generale Roberto Speciale; considerato, invece, che con decreto del ministro dell'Economia Padoa-Schioppa è stato 'avocato in via temporanea l'esercizio dei poteri già delegati al viceministro Vincenzo Alfonso Visco, limitatamente alle competenze relative alla Guardia di Finanza; considerato, che Visco è stato l'ispiratore ed è l'attuatore principale della politica fiscale del governo; impegna il governo: a trasformare in permanente la revoca al viceministro Visco delle competenze relative alla Guardia di finanza. A invitare Vincenzo Alfonso Visco a rassegnare le dimissioni da viceministro dell'Economia.