Cdl, nella cabina di regia è già crisi

È durato l’arco di un giorno il «piccolo miracolo» della cabina di regia del centrodestra romano. Il tempo intercorso tra la prima riunione di lunedì all’Hotel Minerva e all’intervista rilasciata ieri da Gianni Alemanno a «Radio 24». «La pretesa di fare a meno di An è illusoria - ha spiegato alla radio di Confindustria il “federale” capitolino in merito alla nascita del Pdl, annunciata da Silvio Berlusconi domenica a Milano -. Berlusconi sbatterà la faccia contro questa realtà a meno che non subentri un atteggiamento più disponibile e più attento nei nostri confronti».
Parole che però al coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Giro, non sono piaciute. «Le dichiarazioni di Alemanno - è stata la replica del deputato azzurro - sono incomprensibili perché giungono all’indomani di una riunione fra tutti gli alleati del centrodestra assai promettente. Siamo ancor più sorpresi perché quanto affermato a Radio 24 contraddice persino la sua intervista apparsa sempre oggi (ieri, ndr) su un quotidiano dai toni assai più ragionevoli e pacati». Quindi Giro affonda: «Ci viene il sospetto che Alemanno abbia ricevuto, dopo la lettura dei giornali, una sorta di contrordine, un improvviso “fermate le macchine” della miracolosa cabina di regia che rischia così, appena varata, di affondare. Ne prendiamo atto».
E sarebbe un naufragio che probabilmente porterebbe con sé anche quello dell’ipotesi (già fragile) di un accordo unitario per Palazzo Valentini di tutte le componenti sul nome del deputato Udc, Luciano Ciocchetti, al quale lunedì proprio Forza Italia aveva formalizzato l’appoggio, unica tra le delegazioni presenti al tavolo del «Minerva».
Così nel pomeriggio era Alemanno che provava a smorzare i toni, senza però rinunciare alla stoccata: «Mi dispiace che Giro interpreti in maniera così drastica i lanci di agenzia fatti sul mio intervento a Radio 24». «Sono resoconti sommari che estremizzano le mie dichiarazioni sull’attuale crisi del centrodestra - prosegue -. In ogni caso non è affatto opportuno far saltare la cabina di regia, perché questa non è nata per fare un favore al sottoscritto o ad An ma per battere la sinistra alla Provincia. Dobbiamo mantenere l’impegno di individuare un candidato unitario entro la fine dell’anno». E in serata si inseriva nella querelle anche il leader de La Destra, Francesco Storace: «Alemanno non può minimizzare la gravità di quanto accade». «L’alleanza per la Provincia ha un senso se la coalizione regge a livello nazionale - dice - altrimenti dovremmo chiederci a chi far fare il comizio finale: a Berlusconi o a Fini?». Un dilemma che il «federale» di An scioglie. «Agli amici che sollevano dubbi dico semplicemente - conclude Alemanno - non facciamo regali alla sinistra in vista di elezioni dal grande valore simbolico come le Provinciali». Sarà, ma l’impressione di una maggiore precarietà, rispetto a qualche ora fa, rimane.