La Cdl: non possiamo votare il decreto

Casini: "Il
decreto è cambiato in peggio: tra la sicurezza degli italiani e le esigenze pseudo garantiste
del Prc, Prodi ha scelto il Prc. In queste condizioni non possiamo votare il decreto. È triste
constatare che il governo non difende gli italiani". Matteoli: "Prodi pensa sia più importante la sopravvivenza del
suo governo che una legge seria"

Roma - Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ribadisce la netta chiusura al dialogo sul decreto espulsioni auspicato dal premier Romano Prodi. Arrivando ad un convegno organizzato dalla Federmanager, Casini ha detto: "Il decreto è cambiato in peggio: tra la sicurezza degli italiani e le esigenze pseudo garantiste del Prc, Prodi ha scelto il Prc. In queste condizioni - ha concluso Casini - non possiamo votare il decreto. È triste constatare che il governo non difende gli italiani".

Matteoli: "Prodi chiude la porta alla Cdl" "Dopo le intenzioni manifestate dal ministro dell’Interno di accogliere le proposte di Rifondazione comunista, si ha l’impressione che Prodi non voglia dar seguito alle dichiarazioni pubbliche e quindi impegnative di Veltroni, Fassino e Rutelli che aprivano al confronto con il centrodestra". È quanto osserva in una nota il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli. "Ancor prima di conoscere l’esatto contenuto delle proposte unitarie del centrodestra di modifica al decreto - lamenta Matteoli - Prodi pensa sia più importante la sopravvivenza del suo governo che una legge seria, efficace che risponda alle esigenze di assicurare la sicurezza dei cittadini. A queste condizioni - conclude - è evidente che la maggioranza dovrà fare da sola, assumendosi tutte intere le responsabilità".