Cdl: ora il governo chieda scusa

Roma – Prodi chieda scusa all'opposizione. A pretenderlo è il segretario della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi, che polemizza sul decreto varato dal Consiglio dei ministri che riguarda il comma della Finanziaria sui reati contabili. “Meglio tardi che mai – ribadisce Rotondi -. Fa specie, però che un ministro di questo governo come Antonio Di Pietro parli di manolesta da individuare nella maggioranza su una questione così delicata. La Cdl attacca l'Unione costretta a fare marcia indietro sulla sanatoria dei reati finanziari. Roberto Calderoli (Lega Nord): “Prima tirano il sasso e poi nascondono il braccio e, una volta scoperti con le mani nella marmellata, convocano un Consiglio dei ministri per cancellare l'ignominia. Ma, dopo essere stati sorpresi come ladri, potranno anche cancellare la norma, ma resterà comunque la responsabilità politica di una maggioranza e di un governo che hanno voluto prima l'indulto e ora la norma salva-ladri”. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, prende atto del passo indietro del Governo ma chiede un ulteriore sforzo. “Se passo indietro deve essere, sia un passo indietro serio e complessivo: Prodi lo faccia compiutamente anche per ripristinare l'Alto Commissariato contro la corruzione, cancellato in maniera inspiegabile dalla Finanziaria senza che nessun esponente della maggioranza sollevasse la minima obiezione. “Si tratta - aggiunge Schifani - di un altro schiaffo alla lotta contro l'illegalità, e non vogliamo minimamente pensare che questo gesto sia da ricondurre al fatto che un organismo così strategico e prestigioso fosse presieduto da un alto magistrato con il solo difetto di essere stato nominato dal governo Berlusconi”.