La Cdl: «Politica suicida favorisce i clandestini»

Bertolini (Fi): «I messaggi lanciati dal governo accelerano gli arrivi». Bocchino (An): serve un’indagine parlamentare

da Roma

Prima di modificare la legge Bossi-Fini, il governo dia conto in Parlamento dell’emergenza immigrazione. Anche perché, se il Paese sta conoscendo un drammatico aumento degli sbarchi nelle coste meridionali, è anche colpa delle «politiche suicide» annunciate dall’esecutivo di centrosinistra. La Casa delle libertà va all’attacco dell’Unione. Per difendere la riforma varata dal governo Berlusconi innanzitutto, ma anche per chiedere conto al governo di quello che sta succedendo a Lampedusa. «Prima di procedere alla modifica della Fini-Bossi e delle norme sulla cittadinanza, il Parlamento ha il dovere di svolgere un’approfondita indagine conoscitiva sull’immigrazione e sui problemi di ordine pubblico e sociali che ne derivano», ha chiesto Italo Bocchino, capogruppo di Alleanza Nazionale in Commissione Affari costituzionali alla Camera.
Il giudizio sulle proposte di modifica della Bossi-Fini per la Cdl rimane comunque negativo. E non solo perché è una riforma del governo di centrodestra. Le politiche che vuole mettere in campo il governo Prodi sono «suicide», protesta Isabella Bertolini di Forza Italia. «Quando ne parla, Prodi fa capire di non conoscere la realtà e di non guardare al futuro con concretezza. Prodi non comprende - spiega Bertolini - che in Italia stiamo già vivendo una situazione emergenziale sul fronte dell’immigrazione clandestina, che va quindi affrontata con iniziative speciali. I messaggi lanciati da questo governo servono solo ad accelerare e incrementare gli sbarchi, nella certezza che, una volta in Italia, nessuno riuscirà a gestire il rimpatrio degli extracomunitari, cosicché essi saranno liberi di scorazzare per il Paese, di delinquere e di godere di tutti i benefici che stanno facendo collassare il nostro welfare».
Nel mirino degli azzurri anche la cittadinanza concessa in tempi più brevi. Prodi, «sembra avere fatto marcia indietro. Ormai - denuncia la Bertolini - è chiaro a tutti che in cinque anni non si può diventare cittadini italiani a tutti gli effetti». Ma su tutto il resto, «Prodi dimostra di non avere il polso della situazione, per esempio sulla differenza culturale e religiosa tra immigrato e immigrato, su chi si può integrare, adeguandosi alle nostre leggi e regole, e su chi invece non lo vuole proprio fare. È su questo piano che il governo sta perdendo ogni credibilità, perché sembra tremare e prosternarsi di fronte all’arroganza di chi odia la nostra civiltà e si fa beffe dei nostri valori». Insomma, il premier ignora che «il problema dell’Europa, dell’Occidente e dell’Islam più moderno e aperto è il fondamentalismo islamico radicale. Ma la sinistra questo non lo vuole proprio capire».
La nuova ondata di sbarchi e tragedie come quella dei senegalesi in Spagna ha poi delle implicazioni europee, messe in rilievo dall’ex ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. «Come per il Libano, anche per l’immigrazione clandestina via mare l’Europa scarica tutto il peso sulle spalle dell’Italia, della Spagna e della piccola Malta. Eppure - osserva l’esponente azzurro - queste sono frontiere esterne dell'Europa e, peraltro, il 75 per cento dei clandestini che vi arriva si disperde poi nei restanti territori dell’Unione. Dunque, tanto sul piano pratico quanto su quello giuridico, il problema è interamente europeo».