La Cdl protesta per il «fil rouge» dell’Annunziata

Tutti di sinistra gli ospiti di «In mezz’ora»: «C’era la crisi di governo, seguiamo l’attualità»

da Roma

Lucia Annunziata fa cappotto. E nel 2007, nella sua trasmissione domenicale «In mezz’ora», mette a segno un clamoroso sei a zero a favore del centrosinistra. Il parziale, secco e sonante, è riferito alla scelta e alla selezione dei suoi ospiti. A parte l’intervista al presidente dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, il 2007 della ex presidente della Rai ha visto finora comparire in video per il serrato «uno contro uno» con la conduttrice, Tommaso Padoa-Schioppa, Luca Casarini, Nicola Rossi, Paolo Ferrero, Piero Fassino e Francesco Rutelli. Un «fil rouge» che lascia a quota zero il centrodestra, sempre più intenzionato ad accendere i riflettori su quella che viene vista come «un’anomalia» a cui porre presto rimedio.
Il più deciso nello sferrare il suo attacco è Francesco Storace. «Per quanto tempo deve durare il monopolio del centrosinistra nella trasmissione “In mezz’ora”»?, si chiede il senatore di An, da tempo impegnato in un braccio di ferro con la giornalista per conoscere le clausole del contratto dell’Annunziata ai tempi della sua presidenza della Rai. «Oggi Rutelli, la domenica precedente Fassino. Sette puntate nel 2007, zero presenze del centrodestra. È questo il pluralismo del servizio pubblico radiotelevisivo? Se ogni domenica dobbiamo assistere al rito laico dell’Annunziata preferisco quello cattolico della Messa». «Io, peraltro» continua Storace «attendo ancora risposta dal ministero dell’Economia per capire se la trasmissione è frutto di una transazione con la Rai per evitare che l’Annunziata reclami un anno di compensi per il mandato presidenziale non lavorato».
La questione della convocazione a senso unico degli ospiti nella trasmissione domenicale di Raitre accende anche le proteste di Forza Italia. «Ho chiesto ripetutamente chiarimenti al presidente e al direttore generale della Rai» attacca Giorgio Lainati, capogruppo azzurro in commissione di Vigilanza. «Mi piacerebbe molto sapere cosa pensano di questo evidente squilibrio. Finora mi è stato risposto che la valutazione si farà a fine stagione. È una cosa che fa ridere ma è anche una cosa gravissima. Il programma viola sistematicamente qualsiasi indicazione sulla par condicio. E dire che l’atto di indirizzo sulle presenze dei politici Lucia Annunziata dovrebbe conoscerlo bene visto venne fatto nel marzo 2003 nel periodo in cui diventava presidente della Rai. A questo punto, per riequilibrare le presenze, l’Annunziata dovrebbe invitare soltanto esponenti del centrodestra fino alla fine della stagione televisiva».
Dallo staff della trasmissione le critiche vengono valutate con attenzione. Lo sbilanciamento a sinistra degli inviti è inequivocabile. E così si cerca soprattutto di spiegare la ragione di questa anomalia. «C’è stata la crisi di governo e noi abbiamo scelto di lavorare sull’attualità, ovvero su quello che stava accadendo dentro la coalizione che viveva sulla propria pelle la difficoltà di mantenere la propria maggioranza in Parlamento. Inoltre nel periodo della crisi chiamammo sia Fini che Casini che preferirono rimandare. E al posto di Piero Fassino era inizialmente previsto Umberto Bossi. Contiamo comunque nelle prossime settimane di avere Tremonti e Casini in trasmissione». Difficilmente, però, il «risarcimento» verso il centrodestra potrà produrre una striscia vincente simile a quella messa a segno dal centrosinistra in questo primo scorcio di anno.