La Cdl: «Questa è una lottizzazione furiosa»

Anna Maria Greco

da Roma

Epurazioni, liste di proscrizione, «pulizia etnica». Le critiche della Cdl alla maggioranza per quanto sta succedendo riguardo alle manovre per la Rai sono pesanti. Per il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, le ultime dichiarazioni del vicepremier Massimo D’Alema dimostrano quanto sia difficile instaurare un dialogo tra i Poli, su questo come su altri problemi.
È la stessa linea espressa dal portavoce di An Andrea Ronchi: «Quanto accade in queste ore sulla Rai dimostra che certe forze politiche non vogliono il dialogo che giustamente invoca il Capo dello Stato, ma soltanto fare una sorta di pulizia etnica, volontà lottizzatrice furiosa del centrosinistra o di una parte di esso che deve preoccupare». Anche per lui, le frasi di D’Alema dimostrano la «volontà lottizzatrice furiosa del centrosinistra o di una parte di esso che deve preoccupare». Il Cda Rai, insiste, deve valutare la situazione, perché prevalga il buon senso. «Noi - conclude Ronchi - siamo stati contrari alla cacciata di Biagi e Santoro, abbiamo un concetto della democrazia che non è esclusivo: non bisogna cacciare ma allargare gli spazi di informazione».
Prende invece le distanze dalle polemiche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che alla festa dell'Unità di Pesaro risponde a chi gli chiede un commento alla fumata nera nel Cda Rai con un laconico: «Non mi occupo di queste cose». Per il capogruppo della Rosa nel Pugno, Roberto Villetti, porre la questione della rimozione del consigliere Angelo Maria Petroni con una mozione parlamentare, come annunciano Verdi e Rifondazione, non è opportuno. «Una scelta di questo genere - spiega - avrebbe il sapore di un atto di sfiducia nei confronti del ministro dell'Economia a cui spetta la responsabilità di valutare la situazione e di compiere le scelte che ritiene più giuste. Ed è indiscutibile che fino a oggi Padoa-Schioppa si sia comportato con criteri assolutamente ineccepibili».
Durissimo anche Ignazio La Russa di An, che accusa il vicepremier Ds di lanciare «minacce di epurazioni in Rai degne delle migliori purghe staliniane». In 5 mesi, aggiunge, il governo Prodi «non riesce a combinarne una buona: è come la Rai tanto ambita da Massimo D'Alema: “di tutto di più”». Ecco perché l'opposizione deve far sentire forte la sua voce, «non preconcetta ma inflessibile».