La Cdl unita parte per Roma sotto la bandiera della famiglia

Il centrodestra si presenta al «Family day» senza simboli di partito. Formigoni, invece, sfilerà col gonfalone regionale

(...) «Saremo in mezzo alle tante famiglie che affolleranno la piazza - assicura il sindaco -. Un modo per riflettere sul valore di un’istituzione laica che tutte le diverse componenti culturali devono proteggere e sostenere». Con il gonfalone della Regione sfilerà, invece, Roberto Formigoni. «È ora di aprire gli occhi - suona la carica il governatore -. Oggi in Italia la famiglia non è forte ed è sempre più penalizzata. E, infatti, siamo agli ultimi posti nella graduatoria della natalità. Guardiamo all’estero, Paesi forti hanno un concetto forte della famiglia».
Appello a cui Fi risponde senza la minima esitazione. «Aderiamo compatti - assicura la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini -. Ma nessuna strumentalizzazione. Questa è la manifestazione di tante associazioni che chiedono al governo di difendere un valore irrinunciabile». Inevitabile la contrapposizione ai Dico. «Quella per cui lottiamo - precisa - è la famiglia tutelata dalla Costituzione. Qui non è questione di essere laici o cattolici, tutti vogliamo sostegno economico per i nuclei tradizionali». Almeno venti i parlamentari azzurri che raggiungeranno piazza San Giovanni, ma praticamente tutti gli eletti di Fi («ad eccezione di due o tre su trentacinque»), hanno dato la loro adesione. Così come, per An, annuncia la sua partecipazione Riccardo De Corato. «Difendiamo - ricorda il vicesindaco - quel sistema di riferimenti di tradizione millenaria che sono ancora alla base della civiltà occidentale. Valori che vanno difesi con coraggio contro derive relativiste. È proprio la solidità dei nuclei familiari il miglior argine al proliferare della diseducazione, delle fragilità, delle violenze, dell’insensibilità: un tunnel di negatività dentro cui piombano molti giovani adolescenti». Parole condivise dal capogruppo Carlo Fidanza, autore dell’appello per una massiccia partecipazione degli eletti in Comune. In casa Fi arrivano fino all’ultimo inviti a partecipare. «La famiglia - si accalora il deputato Maurizio Lupi - è la colonna portante della nostra società. E, infatti, ha un posto ben chiaro nella Carta dei valori stilata da Silvio Berlusconi». Il senso della manifestazione? «Essere stimolo per la classe politica che si deve assumere responsabilità importanti». Ma la difesa della famiglia va di pari passo con l’opposizione alla proposta di legge sulle unioni civili. «Vogliamo che siano tutelati i diritti di tutti - spiega l’onorevole Antonio Palmieri (Fi) -, ma questo non significa dare a tutti gli stessi diritti. Altro che omofobia! Il vero problema semmai è la famigliofobia della manifestazione di Piazza Navona. Noi non siamo contro nessuno. I diritti di tutti vanno tutelati, ma questo non significa che tutti abbiano gli stessi diritti. Un conto è chi si sposa, un conto chi sceglie liberamente di convivere». Dal Pirellone parla l’assessore (il primo a essere nominato in Italia) alla Famiglia. «Abbiamo il dovere - assicura Gian Carlo Abelli - di attuare tutti gli strumenti utili per conciliare i tempi del lavoro con quelli della cura per i figli». Invita alla concordia il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri («Intorno al valore imprescindibile della famiglia e ai diritti civili della persona, non è solo auspicabile ma anche possibile unire, anziché dividere, il Paese»).