Il cdm: dal 2012 le statali in pensione a 65 anni

Via libera del Consiglio dei ministri all'innalzamento dell'età pensionabile per l'adeguamento al regolamento europeo. Dal 2012 le dipendenti del settore pubblico andranno in pensione al 65esimo anno di età: come i colleghi uomini

Roma - Via libera del Consiglio dei ministri all’innalzamento dell’età pensionabile per le donne del pubblico impiego da 61 a 65 anni, come chiesto dall’Ue. Lo "scalone" partirà dal 2012. I risparmi derivanti dall’aumento del’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego dovrebbero confluire nel fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale della presidenza del Consiglio. Le risorse dovrebbero essere destinate a interventi per la famiglia e il sociale.

Sacconi: "Interessate 25mila donne" "L’impatto di questa norma è molto modesto, si parla di una platea stimata in circa 25mila donne nell’arco temporale da qui al 2012". Così il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sull’aumento dell’età pensionabile per le donne nel pubblico impiego. "L’impatto effettivo è molto molto contenuto" dice. Il problema con l’Ue "è l’equiparazione" con gli uomini, ha ricordato Sacconi, ma non era percorribile una strada diversa: "Immaginate come verrebbe accolta dai mercati finanziari una riduzione per l’età degli uomini" rileva. Poi precisa: "E' una decisione che non riguarda il settore privato. L'Ue ci ha impostol'adeguamento nel pubblico per un problema di disuguaglianza tra uomo e donna".

Il risparmio per lo Stato L’innalzamento dell’età pensionabile delle donne del pubblico impiego dovrebbe garantire risparmi aggiuntivi per circa 1,45 miliardi di euro dal 2012 al 2019. Secondo quanto si apprende, sarebbe questa la cifra contenuta nello schema dell’emendamento alla manovra economica in cui sarà inserita la misura. I risparmi generati andranno a sommarsi a quelli già prodotti dalle norme in vigore che prevedevano l’adeguamento al 2018. Nel dettaglio, la misura garantirà risparmi per 50 milioni nel 2012, 150 milioni nel 2013, 250 milioni nel 2014, 350 milioni nel 2015, 300 milioni nel 2016, 200 milioni nel 2017, 100 milioni nel 2018 e 50 milioni nel 2019.