Cdm, approvato il Dpef all'unanimità Prodi quasi non ci crede: "E' la svolta"

E' legge il documento finaziario per il triennio 2008-2011. Il tesoretto vale 3,1 miliardi. Abbassamento dell'Ici dal 2008. E, entro il 2010, il rapporto debito-pil sotto il 100% e un deficit-pil al +0,1%

Roma - Dopo le crisi, i no, le liti, i panni sporchi in pubblico, Romano Prodi esulta per la prima volta. Il suo governo, dopo un anno, è riuscito ad approvare il primo documento all'unanimità. "Oggi è la giornata della svolta" dice il premier in conferenza stampa dopo sette ore di consiglio dei ministri. Poi si lascia andare al trionfalismo: "Da questo documento parte il rilancio della nostra economia. Il sì unanime è la risposta migliore alle critiche". Un sospiro di sollievo per l'esecutivo, che, in ogni caso, ha lasciato aperta la questione più spinosa, quella dell'abolizione dello scalone nella riforma delle pensioni.

La soddisfazione del premier "Il decreto della svolta in cui si cominciano a distribuire le risorse che abbiamo potuto liberare con la politica del primo anno di governo" sottolinea Prodi. "Da oggi nasce il progetto di rilancio della nostra economia, il progetto e si conferma la strada intrapresa, che nasce su politiche che si basano su un estremo realismo nella raccolta dei dati e nelle previsioni". Con il Dpef "abbiamo tracciato un cammino che conferma il nostro obiettivo di sviluppo ed equità, ma lo fa in modo realistico e credibnile, presentabile con forza alla comunità internazionale. Volevamo un Paese che cresce in modo corretto e ordinato, ci siamo riusciti".

Padoa-Schioppa: Paese risanato "Il tema del risanamento c’è ma non è più un’emergenza" commenta il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. "Aver messo i conti a posto significa essere ricchi e ciò ci consente di non fare rinunce. Il fatto di averlo fatto in un solo anno è un fatto straordinario. Per la prima volta in corso d’anno si approva un provvedimento che redistribuisce ricchezza: lo scorso anno approvammo un decreto che introduceva una correzione a regime per 7,5 miliardi di euro e un Dpef che indicava una Finanziaria da 30-35 miliardi. La manovra in totale fu di 43 miliardi, di cui 20 a correzione dei conti".

Cosa prevede il Dpef Il rapporto debito-pil scenderà sotto il 100% nel 2010, al 98,3%, e nel 2011 si attesterà al 95%. Sono le nuove previsioni del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, contenute nel Dpef 2008-2011 di 145 pagine, all’esame del consiglio dei ministri di oggi. Nel 2007, il debito-pil è previsto a 105,1%, nel 2008 al 103,2% e nel 2009 al 101,2%. Mentre il rapporto deficit-pil è al 2,5% nel 2007, al 2,2% nel 2008, all’1,5% nel 2009, allo 0,7% nel 2010 e cambia di segno diventando avanzo dello 0,1% del pil nel 2011. "Tenuto conto dell’andamento tendenziale dei conti il profilo degli obiettivi comporta la necessità di una manovra correttiva complessiva di circa 1,4% del pil nel 2009-2011". Padoa-Schioppa conferma una manovra "zero" nel 2008: 0,1 per cento del prodotto interno lordo: pari a 1,5 miliardi di euro. Manovra che salirà a 0,4 punti nel 2009, a 0,7 nel 2010 e a 1,4 nel 2011. Avanzo primario al 2,3% del pil nel 2007, al 2,7% nel 2008, al 3,4% nel 2009, al 4,2% nel 2010 e al 4,9% nel 2011. Nel documento è specificato che l'Ici dovrebbe scendere dal 2008 e la pressione fiscale, al 42,8% quest’anno, dovrebbe calare nel 2008: dal 42,6% al 42,1% del 2011. Sempre sul fisco, è confermata "la robusta crescita del gettito nei primi mesi 2007" dovuta al "continuo recupero di base imponibile prima nascosta al fisco: la lotta all’evasione resta uno dei capisaldi della politica fiscale del governo". Ufficializzati anche i dati sul tesoretto: "Il gettito tributario realizzato nei primi mesi dell’anno ha consentito di proiettare maggiori entrate tributarie per circa 3,1 miliardi per l’anno in corso" si legge nel Dpef.