Cdp, per la riforma tempi brevi. Guzzetti: «Fondazioni sono favorevoli»

La riforma della Cassa depositi e prestiti sta procedendo rapidamente e dovrebbe aprire all’utilizzo della liquidità derivante dalla raccolta postale per finanziare, in via diretta, le infrastrutture. Lo ha detto ieri Cristiano Cannarsa, responsabile della direzione Infrastrutture e Grandi Opere della Cdp. Sul tema sembra esserci anche il consenso delle Fondazioni bancarie, azioniste di minoranza della Cdp con il 30%.
«Negli ultimi bilanci della Cdp il finanziamento a favore di comuni, province e regioni si è ridotto, anche a causa dei vincoli del Patto di stabilità interno, e si è accumulata invece liquidità» ha notato Cannarsa, riferendosi a «90-100 miliardi che arrivano dalla raccolta postale», su cui c’è la garanzia dello Stato. «Se usata per finanziare le infrastrutture questa liquidità potrebbe essere un elemento fondamentale», ha detto. «Bisognerà pensare a provvedimenti normativi per utilizzare la raccolta postale per finanziare le opere pubbliche».
Secondo le norme attuali la Cdp fa funding attraverso la raccolta postale e finanzia, poi, gli enti locali per la costruzione di opere pubbliche, mentre per investimenti infrastrutturali diretti la Cassa deve finanziarsi sul mercato senza utilizzare la garanzia dello Stato. Con il nuovo schema a cui starebbe lavorando il ministero dell’Economia, azionista di maggioranza della Cdp con il 70%, la liquidità raccolta tramite le Poste sarebbe affidata a un concessionario che si occuperebbe di costruire l’opera pubblica. «La riforma avrà tempi brevi, in questi ultimi giorni c’è stata un’accelerazione» ha detto Cannarsa, riferendosi all’assemblea straordinaria di settimana scorsa che ha modificato lo statuto di Cdp per introdurre la figura dell’ad.
E Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, si è detto favorevole all’apertura della raccolta postale per finanziare le infrastrutture: «Tutto quello che serve per investire e potenziare gli investimenti ci trova consenzienti» ha detto Guzzetti a margine del consiglio della Fondazione Italia-Cina.