«Ce n’è per tutti» davvero? No, la vera star è Ambra

RomaIn tempi di crisi nera, spunta Ambra in reggiseno e parrucca e dai poster (a sfondo rosso) del film di Luciano Melchionna promette: Ce n’è per tutti. La trentaduenne attrice, presentatrice e commerciante (in scarpe) gioca con la sua malizia da quand’era al liceo, ai tempi di Non è la Rai (filoguidata da Gianni Boncompagni), per cui è facile immaginare quale sarà il richiamo più immediato presso il pubblico che ancora se la sente d’andare in sala. Perché Ambra, di persona magrolina, ma sullo schermo con quei quattro-cinque chili in più, buoni a simulare carne fotogenica, stavolta resta in mutande, balla la lap dance e si esibisce nel suo primo strip, molto annunciato, per la verità, nei giorni precedenti l’uscita della pellicola (da venerdì). «Era il primo giorno di set. Il tempo di dire ciao e mi sono ritrovata in reggiseno e mutande: una fantastica metafora della vita, ma, insomma, non sono il massimo. Anche se ti dicono che restano a filmare solo gli operatori, ci sono pur sempre dodici persone a guardarti mentre ti spogli e fa un certo effetto. Poi è partita la musica e mi è scoppiata una vena da lap dancer: ho improvvisato», dice l’icona gay, rilanciata un paio d’anni fa da Ferzan Ozpetek, con Saturno contro. E se Ce n’è per tutti è una commedia corale, con un cast di classe, che comprende Lorenzo Balducci (il suicida Gianluca), Arnoldo Foà (il nonno rimbambito), Stefania Sandrelli (la nonna saggia), Micaela Ramazzotti (l’infermiera Isa) e la cantante Momo, qui esordiente, ce n’è solo per lei, la Angiolini.
Ha voglia, Balducci (attore di Carlos Saura e Krzystzof Zanussi) a disegnare il personaggio d’un ragazzo d’oggi, che scrive poesie, vuol scendere dal mondo e, intanto, sale sul Colosseo, per estraniarsi. Neanche la Ramazzotti, ieri col pancione in vista (aspetta un maschio dal marito regista Paolo Virzì) ruba la scena più di tanto, qui imbruttita e involgarita oltre misura (se Bossi o Brunetta, che detestano Roma, il romanesco e la «romanitudine» sguaiata, vanno a vedere il film escono dopo dieci minuti). Giusto la Sandrelli, truccata da nonna di Gianluca, emerge nel suo ruolo di romantica senescente, che raggiunge l’aspirante suicida in cima al Colosseo per portargli il pranzetto da casa... «Di dolore ce n’è per tutti», sospira nonna Stefania, che raggiungerà il nipote, morendo lei pure e non senza aver improvvisato un ballo in cima al monumento.
Però: niente da fare. Il film di Melchionna, prodotto da Sauro e Anna Falchi, distribuito da Medusa e sovvenzionato anche dal ministero dei Beni culturali, gira intorno al perno di Ambra la disinibita, che non esita a convincere il suo stupratore a essere meno aggressivo. «La mia Eva suscita tenerezza. È una creatura leggera e frizzante, urla tantissimo e per sentirsi bella si traveste e si mette il gel sulle unghie», spiega l’interprete, madre di Jolanda (5 anni) e Leonardo (3), avuti dal cantante Francesco Renga. «Al cinema si cerca troppo la verità, mentre un personaggio deve “caricare” molto, per essere onirico. Anche se, a volte, andavamo in crisi, con Micaela. Chiuse nel camper, dopo le riprese, ci chiedevamo: “Ma come ci siamo ridotte?”», scherza la Angiolini, che per Mediaset sta girando la sitcom Allstar, assieme a Diego Abatantuono, mentre a gennaio debutterà a teatro con un monologo di Stefano Benni. Lanciata e cliccata in rete mentre fa la sexy («Sensuale io? Macché, sono troppo magra»), Ambra, in cartellone da sola, è «lo specchietto per le allodole», per dirla con Melchionna, che qui mescola «li mortacci» di Sergio Citti e le riprese dall’alto del wendersiano Il cielo sopra Berlino. E la Falchi, nel cameo della iena? Fa la parodia di Lorena Bianchetti.