La ceca Zahrobska conquista un oro «storico»

nostro inviato ad Åre

Torna sul podio Anja Paerson, svedese, tre ori e poi out in gigante, ma il suo ritorno si è fermato al gradino più basso in uno slalom che fa storia e non certo per l’argento dell’austriaca Marlies Schild che ha così pareggiato i conti con il fidanzato Benny Raich, argento in combinata e oggi tra i favoriti della prova maschile. Slalom quello di ieri sera che ricorderemo per la vittoria di Sarka Zahrobska, 22 anni il mese scorso, sciatrice della Repubblica Ceca che già con il bronzo di Santa Caterina due anni fa, aveva regalato al suo Paese la prima medaglia di sempre a un mondiale, considerazione in fondo valida anche rispolverando la Cecoslovacchia perché il terzo posto della Charvatova in discesa arrivò alle Olimpiadi, quelle ’84 a Sarajevo. E qui in Svezia ecco Sarka, lei soprattutto slalomista, una volta seconda e una terza nella coppa ’07, segnare il miglior tempo nella prima manche del gigante, salvo emozionarsi nella seconda al punto da scivolare indietro fino al 12°. E ieri in slalom ancora il miglior tempo, davanti a Paerson e Schild, che al momento del bis si scambieranno le posizioni, separate di appena 5 centesimi, per poi starsene lì nel parterre per vedere se la ceca si squagliava di nuovo. Errore: sicura e potente, partita con un margine di 12 centesimi su Anja e di 23 su Marlies, chiudeva con 11 sull’austriaca e 16 sulla scandinava, conquistando una prima «storica» medaglia d’oro per la Repubblica Ceca.
Quanto all’Italia, tra il poco della Gius, 12ª a metà gara e 12ª alla fine («Nell’intervallo ho pure pensato che nel gigante la Karbon era risalita dal 12° al 3° posto, ma ci sarebbe voluto un miracolo») e il nulla di Ceresa e Costazza, il 20° della Moelgg. La Costazza si è lamentata per essere arrivata in Svezia in extremis: «Sarebbe stato meglio allenarsi qui un giorno in più».