Ceccardo

Il patrono di Carrara portava un nome longobardo, che potrebbe essere Sicheradus figlio di Sibaraldus. Ceccardo pare sia stato vescovo dell’antica Luni e successore di Gualchiero. Per un certo tempo si è creduto che Ceccardo fosse morto nell’892, mentre era intento a procurare sui monti di Carrara i marmi necessari alla riparazione delle chiese di Luni devastate da un’incursione dei vikinghi nell’860. Ma più recentemente è stato fatto notare che quell’incursione distrusse completamente la città di Luni e che in essa venne ucciso il vescovo. Tale vescovo potrebbe essere proprio Ceccardo, che in tal caso sarebbe stato il successore di Petroaldo. I lunensi superstiti abbandonarono la rovine di quella che era stata la loro città e ripararono a Carrara portandosi dietro le spoglie del loro vescovo martire, che col tempo finì per diventare protettore di Carrara. C’è però un’iscrizione su un altare di epoca rinascimentale che dice che Ceccardo venne martirizzato a Luni nell’anno 600. Gli storici tuttavia non le danno credito, poiché in quell’anno si sa con certezza che il vescovo di Luni era Venanzio. Non solo. In quel periodo la Lunigiana era sotto il dominio bizantino, per cui pare improbabile che un vescovo locale portasse un nome longobardo. Una certa tradizione, infine, vuole che a finire ammazzato dai vikinghi dentro alla cattedrale e insieme agli altri prelati, fosse stato non Ceccardo ma Gualchiero, il suo predecessore. Il capo dei predoni disse di volere il battesimo, poi si finse morto. Ma, appena al corteo funebre fu permesso di entrare in città, cominciò la mattanza.