Cecchi Gori evita il fallimento ma deve risarcire la Marini

Secondo il Tribunale deve restituire soldi anche a Benigni, Izzo e Tognazzi

da Milano

Valeria Marini può battere cassa al suo ex fidanzato Vittorio Cecchi Gori. Il Tribunale fallimentare di Roma ha infatti approvato il concordato proposto dal suo gruppo, la Cecchi Gori Group Fin.ma.vi, evitandone il fallimento e riducendo i debiti da circa 630 milioni di euro a poco più di 120 milioni di euro.
Ma questo non salva il produttore dal dovere rifondere una lunga lista di registi e attori che hanno lavorato con lui. In cima alla lista c’è, appunto, la sua ex fidanzata, che tanto lo aveva appoggiato nella lunga vicenda giudiziaria.
Ma la soubrette è in buona compagnia: con lei nella lista ci sono anche Simona Izzo, Ricky Tognazzi e persino Roberto Benigni per la irrisoria cifra di poco più di 300 euro. Ma mentre per quest’ultimo si tratta di un mero problema contabile, per tutti gli altri che avevano lavorato nelle produzioni di Cecchi Gori è una vera e propria richiesta di risarcimento.
Tuttavia dovranno accontentarsi di una cifra decisamente inferiora a quella dovuta: dopo l’ok al concordato della fallimentare di Roma, è previsto che incassino, a seconda delle posizioni, non più del dieci per cento del credito vantato nei confronti dell’ex patron della Fiorentina ed ex senatore.
Ad ogni modo, lui è stato ben contento di questa risoluzione del Tribunale, che gli consente di continuare la sua attività. «Innanzitutto esprimo il mio ringraziamento agli avvocati Gaetano Franchina, Maurizio Canfora e Patrizia del Nostro - ha detto -, hanno operato con una professionalità e una tenacia che solo la profonda consapevolezza di agire per una causa giusta può dare. Considero questo risultato importante per la mia azienda, ma soprattutto per il cinema italiano, a cui spero di dare ancora lustro anche con i miei progetti in cantiere, tutti di respiro internazionale».
Le sue traversie giudiaziarie erano iniziate circa due anni fa davanti al Tribunale Civile. «Si tratta di uno dei primi casi di applicazione della nuova legge sul fallimento - ha detto l’avvocato Franchini, - indubbiamente abbiamo accolto la decisione del tribunale con molta soddisfazione dato che per un gruppo storico come quello di Cecchi Gori, questa decisione potrà far ripartire lo stesso gruppo, una delle firme storiche del cinema italiano che rischiava di scomparire».
Nella vicenda fallimentare, sono entrate anche alcune sale cinematografiche di proprietà di Vittorio Cecchi Gori, tra cui il cinema Adriano di piazza Cavour a Roma, completamente ristrutturato pochi anni fa, su cui gravava un’ipoteca da parte di Capitalia, successivamente riscattata dal gruppo del produttore. Capitalia, peraltro, ha votato in favore del concordato.