Cecchino spara sulla folla: un morto e otto feriti

Pomeriggio di follia a Guidonia (Roma): un ex ufficiale si è barricato
in casa, ha incendiato delle taniche di benzina e ha aperto il fuoco
con una carabina e una pistola. Ha tenuto in scacco la polizia per due
ore, poi si è arreso. La vittima
passava di lì per caso, in condizioni disperate un’altra persona. <a href="/a.pic1?ID=218082" target="_blank"><strong>Il tiratore scelto amico di tutti</strong></a>

da Roma

Due ore e mezza di pura follia. Ieri sera il capitano Angelo Spagnoli, 52 anni, tiratore scelto dell’esercito in pensione, si è trasformato in cecchino e dal tetto di un’abitazione di Guidonia, alle porte di Roma, ha sparato all’impazzata uccidendo una persona e ferendone otto, tra le quali una in maniera assai grave. Una tragedia che ricalca quella di Bogogno, nel Novarese, dove due anni fa un geometra freddò due persone e ne ferì nove.
L’incubo ieri è iniziato alle 19 quando alcuni passanti hanno notato un uomo che stava appiccando il fuoco ad alcune taniche di benzina sul balcone di una villetta in via Fratelli Gualandi. Immediatamente hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco, che sono giunti sul posto pochi minuti dopo. Ma Angelo Spagnoli era già sul tetto, armato di una pistola e di una carabina calibro 12. L’uomo, che viveva con la madre ed è separato dalla moglie, dalla quale ha avuto una figlia, ha iniziato a sparare dall’alto sui passanti.
L’arrivo delle gazzelle dei carabinieri e di una decina di auto della polizia, che si sono disposte a raggio per cercare di proteggere gli uomini delle forze dell’ordine, non ha fatto altro che invogliare ancora di più il cecchino, che prima di ieri non aveva mai dato segni di squilibrio. Una pioggia di proiettili si è conficcata sulle ambulanze, che nel frattempo avevano raggiunto il luogo della tragedia, e contro le auto delle forze dell’ordine. Stefania Piazzi, che si trovava a passare lì sotto con il marito e la figlia, è stata tra i primi a cadere a terra. «Stavamo andando al cinema - racconta la figlia Margherita in lacrime - quando abbiamo visto le fiamme. Volevamo fermare quell’uomo ma lui ha iniziato a sparare e ha colpito mamma».
Giuseppe Di Gianfelice, invece, il proprietario di uno studio di tatuaggi a Setteville di Guidonia, è morto sul colpo. Un proiettile ha poi trapassato la scatola cranica di Luigi Zippo, una guardia giurata, intervenuta per tentare di strappare alla morte Di Gianfelice. Il giovane ricoverato in prognosi riservata al Sant’Andrea è uno dei feriti più gravi ed è stato sottoposto successivamente a intervento chirurgico per cercare di salvargli la vita. Ma le sue condizioni sono disperate.
Di fronte a quello scempio, però, il cecchino non si è fermato. Sono state necessarie più di due ore per bloccarlo, anche perché aveva minato il balcone per bloccare le forze dell’ordine. Solo quando ha finito le munizioni ha accettato di arrendersi a due poliziotti ed un carabiniere, i primi che sono arrivati sul posto. «Siete venuti a tagliarmi la testa? Eccomi», ha detto Spagnoli nel momento dell’arresto e poi si è avvicinato a un ufficiale dei carabinieri e ha abbassato la testa.
«Non ha sparato a caso, ha colpito alla testa, ha mirato, era un professionista, un ex ufficiale dell’esercito - hanno raccontato il questore di Roma Marcello Fulvi e il comandante provinciale dei carabinieri Vittorio Tomasone -. L’uomo non appariva né ubriaco né drogato, una persona instabile», senza lavoro, che ha maturato questa sua insoddisfazione. Quando siamo arrivati ci ha detto solo, bene, bravi. La nostra è stata un’operazione a rischio per recuperare i feriti in terra». Alla fine il bilancio è stato pesantissimo.
Al Pertini più tardi sono stati trasportati un agente di polizia, giunto nel nosocomio con un codice rosso, una donna e un maresciallo dei carabinieri. Gli altri sono stati portati all’ospedale di Tivoli. «Ultimamente lo vedevamo solamente andare a spasso con la sorella mentre portava fuori il cane, Fuffy». Così un giovane vicino di casa racconta di Angelo Spagnoli, la persona che oggi pomeriggio ha sparato in strada nei pressi di Guidonia. «Ha un cane molto vecchio - prosegue - Angelo è un uomo alto, di capelli tra il biondo ed il rossiccio, di corporatura massiccia, tipo marines».
Spagnoli aveva anche collocato dei piccoli mortaretti nella tromba nelle scale in modo tale che se qualcuno fosse salito poteva facilmente farli scoppiare a distanza, rimanendo sul terrazzo.