Cecilia Gatto Trocchi, l’antropologa del mistero

Ha studiato per una vita i comportamenti dell’essere umano, la sua storia, le motivazioni che lo spingono ad agire e a interagire con il mondo. Nessuno saprà però quale meccanismo è scattato nella sua mente, il perché di un «gesto» che dall’alba dell’uomo è considerato un tabù.
La famosa studiosa Cecilia Gatto Trocchi, docente di Antropologia culturale alla Facoltà di Scienze Sociali dell’Università di Chieti e professore a La Sapienza di Roma, si è suicidata lunedì (ma la notizia si è saputa solo ieri sera) lanciandosi dalla finestra del pianerottolo del quinto piano della sua abitazione romana. L’antropologa - nota e stimata nell’ambiente accademico per i suoi studi ma anche famosa al grande pubblico per una serie di apparizioni televisive in trasmissioni di «grande platea» - aveva 66 anni e negli ultimi tempi soffriva di una forma depressiva in seguito all’improvvisa morte del figlio. Protagonista di numerose ricerche «sul campo» in Africa, America Latina, India - verificando le tematiche magico-simboliche, le mitologie e i rituali - Gatto Trocchi ha analizzato con il metodo dell’osservazione partecipante i gruppi magico–esoterici e le forme di sincretismo religioso, pubblicando decine di studi e analisi sul pensiero simbolico, l’etnomedicina, le religioni, l’arte, la magia. Impostasi in campo scientifico con Viaggio nella magia (Laterza, 1993) - una raccolta di saggi in cui la studiosa racconta un decennio di esperienze vissute in prima persona, con interviste a maghi ed esponenti dell’occulto - Cecilia Gatto Trocchi ha firmato moltissimi libri, da Nomadi spirituali (Mondadori, 1998) fino al recente Civiltà e Culture (Franco Angeli, 2003), che le hanno dato fama e successo tra addetti ai lavori e non, ma anche minacce di morte, con telefonate intimidatorie e bamboline voodoo lanciate nel giardino di casa.
Esperta in particolare di magia ed esoterismo, è stata anche un punto di riferimento importante per politici, investigatori e giornalisti grazie ai suoi contributi alla lotta alle sette sataniche in Italia e alle attività illegali di sedicenti «maghi» (quante volte l’abbiamo vista in tv scagliarsi contro i «santoni bugiardi» che plagiano le persone psicologicamente più deboli!). I suoi ultimi sforzi, in questo senso, li aveva fatti proprio nell’ultimo anno, quando, in collaborazione con il Comune di Roma, era riuscita a creare uno «sportello per le sette sataniche».

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