Da via Cederna a parco Fallaci: ecco le venti strade bipartisan

L’assessore alla Cultura Sgarbi ha presentato le sue proposte. Escobar: «Ricordate anche Strehler»

Marta Bravi

Toponomastica bipartisan quella di Vittorio Sgarbi che ieri ha declamato, con aria divertita e soddisfatta, venti nuovi nomi per vie e parchi cittadini. «Altro che Ambrogini - esclama - non c’è niente di meglio che dare nomi alle strade». Soprattutto se possono dare adito a polemiche, come successo il mese scorso con i nipoti di Camilla Cederna che si erano «ribellati» all’idea che proprio Vittorio Sgarbi, che nel ’91 aveva definito la giornalista milanese scomparsa nove anni fa «la quasi mandante dell’omicidio Calabresi», o quelle di intitolare delle strade a persone vive come, guarda che caso, al Nobel ed ex candidato a sindaco Dario Fo.
La sorpresa di ieri: una rosa di nomi assolutamente bipartisan, forse astuto escamotage per non ricevere oggi in Giunta nessuna bocciatura. Sui piatti della bilancia, dunque, in equilibrio via Camilla Cederna e giardino Oriana Fallaci. Alla Cederna sarà intitolata la centralissima via Baguttina, tra via Montenapoleone e via Bagutta, sede dell’omonima trattoria dove la Cederna era solita a pranzare con Guido Vergani e altri amici, mentre i giardini tra via Quadronno e via Crivelli diventeranno Giardini Fallaci, per ricordare la giornalista scomparsa quest’anno, che dopo l’Ambrogino dell’anno scorso incassa un’altra onorificienza. Sia per la Cederna che per la Fallaci, come per molti altri personaggi illustri che Milano ha scelto di ricordare, è stata fatta una deroga speciale, in quanto la legge prevede che debbano passare dieci anni dalla morte del personaggio per l’intitolazione. «La Moratti mi ha detto no sui viventi, quindi Dario Fo e Riccardo Muti dovranno aspettare un altro sindaco per avere una via», scherza l’assessore.
Altra coppia bipartisan: quella di Altiero Spinelli, fondatore del Movimento europeista, dirigente del Partito comunista, militanza per la quale fu perseguitato dai fascisti alla fine degli anni ’20 versus Edgardo Sogno, controversa figura politica, medaglia d’oro alla Resistenza, come reciterà la targa commemorativa tra via Velate e via Pozzobonelli, e fondatore dei Comitati anticomunisti. «Questo non piacerà a Violante» sghignazza Sgarbi alludendo alle accuse che Luciano Violante gli mosse nel ’74 per aver partecipato al cosiddetto Golpe bianco. E ancora politica: ad Aldo Aniasi, ex sindaco di Milano, scomparso nel 2005, sarà dedicato il giardino tra via Monti e piazza Giovanni XXIII, mentre a Franco Verga, deputato democristiano e fondatore del centro orientamento immigrati, sarà intitolato il parco tra via Castellammare e via Palizzi.
Altro parco bipartisan quello delle Basiliche che, per associazione di idee, l’assessore ha deciso di dedicare a Papa Wojtyla. Poi Sgarbi fa «sfilare» gli artisti: via delle Ore diventerà via Giorgio Gaber, «poeta», così come una via sarà dedicata a Fabrizio De Andrè, Milano avrà poi via Gino de Dominicis, artista, via Leonardo Sciascia e via Ernesto Calindri. Saranno ricordati con parchi l’attore Walter Chiari, i poeti Giovanni Raboni e Carmelo Bene, i cantanti lirici Renata Tebaldi e Aldo Protti, l’architetto e designer Bruno Munari, l’artista Wanda Osiris e il diplomatico Sergio Vieira De Mello.
Il direttore del Piccolo, Sergio Escobar, invece, ha reclamato a gran voce una via per Giorgio Strehler, «ricordato in tutto il mondo tranne che a Milano», cui sarà dedicato per il decennale della scomparsa, come ha già assicurato Sgarbi, il piazzale antistante il teatro. Soddisfatto l’assessore che chiosa la sua opera con un «oggi per la città è un giorno di festa».