La Cei contro i media: "Sfuggiti dai criteri etici" Napolitano avverte: "Troppo assorbiti dalle liti"

Duro monito del cardinale Bagnasco: "Quando la comunicazione perde gli
ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non
tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile
dell’uomo". E avverte: "Incide negativamente sulle
coscienze". Il Colle: "I media raccontino anche ciò che funziona"

Roma - "Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo". Duro monito ai media del presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che paventa il rischio di un condizionamento della libertà e della vita stessa delle persone. Sulla stessa linea anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "I mezzi di comunicazione e noi stessi che lavoriamo nelle istituzioni siamo spesso troppo assorbiti dai comportamenti litigiosi o comunque poco cooperativi che caratterizzano la nostra società politica e non guardiamo con sufficiente attenzione alle espressioni della nostra società civile".

Napolitano: "I media raccontino ciò che funziona" "È opportuno che la nostra informazione rifletta sulle parole che al ruolo dei media ha dedicato oggi il presidente Napolitano, ricevendo in udienza i rappresentanti del volontariato italiano". È il commento di Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa. "Fare informazione sulle situazioni di conflitto e di polemica - dice Natale in una nota - è parte essenziale del nostro lavoro. Ma è purtroppo vero che fatichiamo a riconoscere la notizia dove c’è da raccontare esperienze positive, le realizzazioni dei cittadini associati nel volontariato che danno un contributo potente alla tenuta del tessuto sociale. Vale ancora, per molto del nostro giornalismo, il detto secondo il quale ’fa più rumore un albero che cade che una foresta che crescè. Raccontare anche ciò che funziona non è ’buonismò, ma aderenza alla realtà e stimolo alla diffusione di esperienze positive".

Il monito della Cei "Il nostro Paese - ha proseguito Bagnasco - di fronte alle grandi questioni che lo interrogano ha bisogno di un linguaggio serio e sereno, di cultura del rispetto, di passione per il bene comune". "Anche a voi - ha affermato il porporato rivolgendosi ai giornalisti dell’Unione che celebra in questi giorni i 50 anni della sua fondazione - ricordando le vostre radici intellettuali e religiose, viene affidata una grande responsabilità". La ricorrenza, ha auspicato il cardinale, sia "un’occasione per riflettere sul piano professionale di fronte ai grandi cambiamenti sociali e culturali e agli straordinari progressi tecnologici" ma anche "una grande occasione per consolidare quella fedeltà alla Verità che in cinquanta anni vi ha accompagnato".