Cei, domani s'insedierà Bagnasco alla guida dei vescovi italiani al posto di Ruini

Con la nomina che avrà
luogo domani mattina dell'arcivescovo di Genova, monsignor Angelo Bagnasco, alla guida della
Cei, si chiude una lunga stagione cominciata 22 anni fa, cioè nel 1985. Da allora infatti,
prima con il cardinale Poletti, poi con il cardinale Ruini, l'incarico di Vicario del
Pontefice per la diocesi di Roma e quello di presidente dei vescovi italiani era riassunto in
una sola persona

Roma - Con la nomina che avrà luogo domani mattina dell'arcivescovo di Genova, monsignor Angelo Bagnasco, alla guida della Cei, si chiude una lunga stagione cominciata 22 anni fa, cioè nel 1985. Da allora infatti, prima con il cardinale Ugo Poletti, poi con il cardinale Camillo Ruini, l'incarico di Vicario del Pontefice per la diocesi di Roma e quello di presidente dei vescovi italiani era riassunto in una sola persona. È probabilmente questa, ad oggi, la novità più rilevante nella nomina che interesserà Bagnasco. Con lui si completa un quadro di nomine di alto livello che ha riguardato l'Italia e la Curia vaticana. Le due cose vanno lette insieme per l'impatto che potranno avere nei prossimi anni sulla vita della Chiesa universale. Con Ruini lascia la plancia di comando un uomo che ha segnato in modo forte la Chiesa dell'epoca wojtyliana e che ha lasciato un segno anche in questi primi 24 mesi di pontificato di Benedetto XVI. È ovvio che Ruini non scomparirà dalla scena pubblica, non solo perché rimarrà come vicario del Pontefice, ma anche per una attitudine all'impegno nel dibattito culturale e politico che è parte della sua storia personale. Il fatto forse più rilevante nei nuovi assetti stabiliti dal Papa ai vertici della Curia è l'arrivo come Segretario di Stato vaticano del cardinale Tarcisio Bertone, anch'egli ex arcivescovo di Genova, e in precedenza braccio destro del cardinale Ratzinger alla Congregazione per la dottrina della fede.

In questa stagione complessa di grandi cambiamenti s'inserisce anche la nomina del nuovo presidente della Cei, che avrà il compito non facile di raccogliere l'eredità forte dei sedici anni di Ruini e di trovare allo stesso tempo una propria strada per affermare la direzione che dovrà prendere la missione. Il suo arrivo ha aperto in questi mesi la stagione di un Vaticano che ha cercato di comunicare di più con l'esterno, di aprirsi a un dialogo forse meno paludato che in passato.

Ancora Ratzinger non ha rinunciato all'allargamento extraeuropeo dei vertici curiali che era stata caratteristica anche del pontificato precedente. Alla Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli è arrivato il cardinale Ivan Dias, a quella per il clero il brasiliano Claudio Hummes. Due figure con una lunga esperienza diplomatica e pastorale alle spalle e provenienti da universi -l'India e il Brasile- totalmente distanti da quelli romani. Ancora un importante cambiamento si è verificato nel campo della comunicazione, dove il gesuita Federico Lombardi è diventato il nuovo direttore della Sala stampa vaticana al posto di Joaquin Navarro Valls; Lombardi - fatto significativo - è anche il direttore della Radio Vaticana e del centro televisivo vaticano- nei fatti una sorta di coordinatore dell'informazione dei Sacri Palazzi. Con Bagnasco alla presidenza della Cei si apre un capitolo nuovo, ancora tutto da scrivere perchè bisognerà verificare sul campo le attitudini e le modalità operative del nuovo presidente dei vescovi e il suo stile. C'è in Italia, inoltre, un nuovo nunzio, mons. Giusppe Bertello, vanta lunga carriera diplomatica con un ultima esperienza compiuta in Messico negli anni del governo di Vicente Fox, periodo in cui la chiesa ha voluto giocare, sul modello italiano, un forte ruolo pubblico.