Cei, fondo da 300 milioni di euro per i poveri

Per combattere la crisi stanziati, con le banche, 300 milioni di euro a sostegno delle famiglie.
Monsignor Crociata ribadisce la necessità di approvare la legge sul
biotestamento in tempi rapidi. Bagnasco: "No a scorciatoie verso
l'eutanasia"

Roma - Fondo di garanzia per le famiglie povere Le famiglie con più di tre figli che si trovassero senza lavoro a causa della crisi potranno accedere a una forma di sostegno promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana: avranno diritto a un sussidio di 500 euro al mese per pagare l’affitto o il mutuo. I soldi saranno erogati dalle banche sotto forma di un prestito garantito da un Fondo che la Cei alimenterà con 30 milioni di euro, che saranno raccolti in una colletta nazionale. Le banche da parte loro decuplicheranno il tetto (che è di garanzia, ed è quind infruttifero) fino a 300 milioni per far fronte ai prestiti che saranno rimborsdabili in 5 anni a partire dal raggiungimento di un nuovo reddito da lavoro e con un interesse minimo concordato dalla Cei con l’Abi. "Abbiamo calcolato - ha detto Crociata - che in queste condizioni potranno trovarsi dalle 20 alle 30 mila famiglie. Ci si dovrà rivolgere al parroco e non ci saranno persone dedicate a questo servizio. Le famiglie che rientreranno in questi parametri (dovranno essere coppie sposate, anche se solo civilmente) saranno indirizzate alla Caritas diocesana o agli uffici delle Acli. La banca poi in 10-20 giorni inizia questo sostegno, con l’erogazione mensile della somma di 500 euro. Servirà per l’affitto o il mutuo per un anno. L’erogazione potrà essere rinnovat apoi per un secondo anno e non esclude altri aiuti che la famiglia può chiedere o ricevere". Per Crociata, "servirà alle famiglie che hanno perso il reddito a resistere in questa fase difficile per rientrare nel mercato del lavoro. Non è un gesto assistenziale".

"Nessuna ingerenza sul testamento biologico"
"I vescovi rispettano l’autonomia del Parlamento e non intendono ingerire nall’elaborazione e nei tempi della legge sul fine vita". Il segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, ha ribadito l’auspicio del cardinal Angelo Bagnasco affinché "la legge sia approvatata in tempi il più possibili rapidi e nella forma il più possibile condivisa". Quanto all’osservazione del presidente della Camera Gianfranco Fini al Congresso del Pdl circa il fatto che si tratterebbe di una legge da Stato Etico, Crociata ha tenuto a chiarire che "ognuno ha sufficiente capacità di fare sue valutazioni". E lo stesso presidente della Cei insiste sulla necessità di "evitare scorciatoie verso l'eutanasia".

Il dibattito sul biotestamento Il cardinale Angelo Bagnasco commenta la legge sul fine vita in discussione in Parlamento, ribadendone la necessità. "Le circostanze, determinate dalla Cassazione e dalla magistratura in genere - sottolinea in una intervista al settimanale Tempi - hanno indotto ad auspicare una legge che possa prevedere che non si possa interrompere l’idratazione e l’alimentazione in modo che non debba più accadere tragedie come quella di Eluana. Una legge che sia veramente promotrice della vita, soprattutto della vita fragile, che solleciti tutta la società ad accompagnare la vita ferita. Senza permettere, come il Santo Padre ha detto - prosegue il porporato - che ci siano scorciatoie come quella dell’eutanasia, o di altra natura, che non portano il bene della persona".