La celebrazione alla Sagrada Familia

«Dobbiamo fare di tutto perché anche oggi la fede si esprima in autentica arte, come Gaudì, nella continuità e nella novità», aveva detto sabato il Papa ai giornalisti. Le immagini della splendida cattedrale, ora basilica, della Sagrada Familia, un cantiere ancora aperto, hanno fatto comprendere a tutti che l’arte e l’architettura moderna non progettano soltanto chiese-garage o anonimi «contenitori» squadrati, dove è alquanto difficile l’elevazione dello spirito e l’incontro con la bellezza e con il mistero cristiano.

Benedetto XVI, nel consacrare il tempio simbolo di Barcellona, ieri ha sottolineato: «La gioia che provo nel poter presiedere questa celebrazione si è accresciuta quando ho saputo che questo edificio sacro, fin dalle sue origini, è strettamente legato alla figura di san Giuseppe. Mi ha commosso specialmente la sicurezza con la quale Gaudì, di fronte alle innumerevoli difficoltà che dovette affrontare, esclamava pieno di fiducia nella divina Provvidenza: “San Giuseppe completerà il tempio”. Per questo ora non è privo di significato il fatto che sia un Papa il cui nome di battesimo è Giuseppe a dedicarlo».

La Sagrada Familia è in costruzione da 128 anni, con le sue torri svettanti dalle forme ardite. Antonio Gaudì fu incaricato della sua progettazione nel 1883, a soli 31 anni, quando ancora conduceva vita da dandy. Il progetto e poi l’inizio della sua realizzazione hanno accompagnato la sua vita, e anche la sua riscoperta della fede cristiana e la sua santità. Gaudì muore nel 1926. Dieci anni dopo scoppia la guerra civile: anarchici, socialisti e comunisti, in preda al furore anticristiano, ammazzano preti e bruciano chiese. Ci provano anche con la Sagrada Familia, ma riescono solo a rolvinarla parzialmente, essendo tutta di pietra. Distruggono invece tutti i progetti, i disegni e i bozzetti dell’architetto. Da allora, la costruzione è andata avanti soltanto grazie a vecchie foto di un bozzetto di Gaudì.

E oggi, i partiti di sinistra al potere nel quadripartito che governa la Catalogna, che ancora rivendicano la guerra civile, si guardano bene dal ricordare quanto accaduto. Sono invece tra i più entusiasti sostenitori della cattedrale, trasformatasi nella principale attrazione turistica di Barcellona.