La celebrazione

La sua Torino di oggi - dove sabato un ragazzino è stato sgozzato dai coetanei per una sigaretta - non gli piacerebbe più. Perché lui è un duro alla «boia fauss», che le prende da una maggiorata, che canta «che botte quella notte/mi ricordo di 6 mascelle rotte/ho un sinistro da un quintale ed il destro ti dirò/solo un altro ce l’ha uguale ma l’ho messo ko» e vive il mito americano tra il jazz e le melodie di Cinico Angelini, tra whisky e barolo, tra i personaggi di Bulli e pupe e il Nando Mericoni di Alberto Sordi (senza dimenticare un tocco di Pavese e Fenoglio). Indimenticabile e inimitabile (infatti tanti si sono ispirati a lui ma nessuno ha provato ad imitarlo), Ferdinando Buscaglione detto Fred, scomparso mezzo secolo fa, proprio oggi, nello schianto della sua Thunderbird rosa. Era un ragazzone coi calzoni alla Ridolini, o alla Mario Soldati che gli arrivavano fin sotto le ascelle, che partì suonando il violino nelle taverne per la sua grande avventura. Insieme a Leo Chiosso - li unisce il ginnasio, la povertà, il jazz, la vita nottruna, la voglia di dissacrare - forma un tandem formidabile. Chiosso scrive canzoni sul ritmo dei romanzi polizieschi che divora; Buscaglione le «vive» come solo lui sa fare. E poi notti brave a non finire che portano sbornie epiche e classici come Che bambola (quasi un milione di copie vendute nel ’56), Teresa non sparare, Eri piccola così, Il dritto di Chicago, Whisky facile. «Cercavamo di imitare i polizieschi americani - ricordava Chiosso, scomparso nel 2006 -, ma fu Fred a capire che mentre in quei libri si parlava delle pupe e dei gangster, noi dovevamo pensare alle commesse della Standa: è così che nacque Che bambola». Un repertorio così moderno e originale che regge all’usura del tempo. Da Paolo Conte a Capossela ai nostri grandi rocker (basti pensare a Roxy Bar di Vasco) tutti devono qualcosa a Fred e, nell’anniversario della sua scomparsa, sono molte le iniziative che lo ricordano. Stasera alle 0.40 Raitre lo ricorda a La storia siamo noi con il reportage A qualcuno piace Fred, con interviste agli amici e colleghi dell’epoca ed alla bella moglie Fatima Robin’s (cantante, contorsionista e acrobata), e sempre la Rai sta preparando una fiction su di lui con Filippo Timi. Da domani all’11, al Cineporto di Torino, si svolge il Festival Sotto il cielo di Fred - I re della malavita ispirato a Buscaglione; tra i film Noi duri, con Totò, testamento della coppia Chiosso-Buscaglione. In libreria invece troviamo Nientepopodimeno che... Fred Buscaglione di Giancarlo Susanna (Arcana) con la storia, i testi delle canzoni e una evocativa galleria fotografica; e Il grande Fred (Lindau) di Maurizio Ternavasio con prefazione del dissacrante Giampaolo Ormezzano che scrive: «Noi di Torino sembriamo scemi, invece abbiamo uno che canta lo swing; sembriamo andare piano, invece ci schiantiamo all’alba su una Thunderbird rosa; sembriamo niente, sembriamo provinciali invece abbiamo avuto un Buscaglione».