Celebrazioni Sant’Egidio ricorda i Paesi in guerra

Come negli ultimi sette anni, anche questo 1° gennaio si è tenuta, in piazzetta San Carlo, la consueta iniziativa per la pace nel mondo, organizzata, in contemporanea con altri settanta paesi, dalla Comunità di Sant’Egidio. Durante l’iniziativa è stato sistemato sotto il portico della basilica romana di San Carlo uno striscione con scritto: «Pace in tutte le terre». Intorno alla piazza sono stati disposti 34 cartelli con i nomi dei Paesi nel mondo in cui è in corso un conflitto, poi elencati uno per uno. Due giovani donne, una georgiana e una eritrea, hanno poi raccontato la loro storia: fuggite dai loro paesi in guerra si sono rifugiate in Italia.
Ulderico Maggi, della comunità, dopo aver citato la frase del Papa «combattere la povertà per costruire la pace», ha spiegato che «è sempre più importante parlare e spendersi per la pace», ma anche che «lavorare per la pace può significare tante cose». «È importante parlarne - ha spiegato - per informare, per far conoscere conflitti che in molti non conoscono». Maggi ha poi ricordato che «sentire le voci di due giovani donne parlare di loro stesse aiuta a capire meglio». I partecipanti si sono poi spostati in Duomo, per prendere parte alla messa del cardinale Dionigi Tettamanzi.
La manifestazione milanese è stata la versione ambrosiana di quella che si è svolta a Roma, in piazza san Pietro, dove decine di migliaia di persone hanno sfilato per via della Conciliazione e raggiunto la Basilica per la preghiera dell’Angelus del Papa a mezzogiorno.