Celentano, da Azzurro al rosso di Prodi

Edmondo Scetta

Poggiomarino (Roma)
Grazie signor Celentano per la sua filippica antigovernativa effettuata con materiale di risulta e a difesa di personaggi patetici e invecchiati nel livore.
Grazie, grazie, grazie per avere convinto tutti i dubbiosi e gli incerti, che votarono Cdl con convinzione, a spazzare via le momentanee crisi di fiducia dovute, credo, alla «colpa immensa» della Cdl di non avere fatto conoscere - di fronte al martellante catastrofismo dell'opposizione - a livello sia nazionale che locale, tutto ciò che di buono è stato fatto.
Marco Pomarici

Roma
La trasmissione Rockpolitik è stata vista da oltre 11.000.000 di persone. Un italiano su 6 ha potuto assistere senza alcuna forma di censura a un attacco mediatico senza precedenti. Un tiro al bersaglio in grande stile che per alcuni è satira. Undici milioni di volte grazie caro Premier, perché ancora una volta ha rispettato la democrazia e la libertà, pur se a suo danno!
Sergio De Maria Gemini

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Esternare la mia disapprovazione e, credo, quella di milioni di Italiani, per la trasmissione di Celentano, risulta essere superflua.
Occupare la tv di stato con tale trasmissione, pagando per n°4 puntate ben € 10 milioni (poi dicono che, in Italia, siamo alla frutta), è cosa riprovevole.
Sbandierare gli 11 milioni di spettatori è solamente una «vittoria di pirro».
Maria Farneti

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Egregio Direttore, dopo la prima puntata dello spettacolo di Celentano ho preso una decisione irrevocabile : finchè campo non pagherò più il canone alla Rai. Non ci era riuscita la sinistra quando dominava la Tv di Stato , ci è riuscita la Destra.
Enzo Todaro

Porza/Svizzera
Santoro è tornato in Rai. Ora siamo tutti piú liberi. Di parlare male di Berlusconi.
Gianni Mereghetti

Abbiategrasso Milano
Adriano Celentano è libero di pensarla come crede, anzi ancor di più di esprimere il suo pensiero con gli strumenti che predilige, tra i quali vi è la televisione che per inciso siamo noi a pagare. Però se Celentano è libero di esprimere il suo pensiero io sono altrettanto libero di dire ad alta voce “che tristezza il trasformismo del molleggiato!”
Rifugiarsi nella politica per stare a galla è quanto di peggio abbia potuto fare.
Giovanni Clementi

Novara
È difficile esprimere pareri sul programma di Celentano e sul comportamento della Rai e del suo direttore Del Noce. Il primo pensiero che mi sovviene è la dmanda del perchè, io utente Rai che pago il canone, devo sorbirmi programmi di intrattenimento che intrattenimento non sono ma hanno una impronta politica e per di più di parte.
Sergio Fonzo

Milano
Quali canali televisivi sarebbero disposti a sborsare quattro milioni di Euro per farsi karakiri in diretta?
Leopoldo Ponzone

Genova
Da troppi anni ormai la saccente sinistra ci racconta la favoletta secondo cui Berlusconi sarebbe «padrone» di ben sette tv. Su Raiuno c’è Rockpolitik dove, in attesa di Santoro, una ricercata e marziale scenografia coi soldati americani fa da sfondo alla caricatura di Bush che sproloquia giocando a golf. Su Raitre Mieli ci racconta la storia della prima repubblica con tutti gli attentati e misfatti della destra.
Alain Albert

Milano
Per l’ultima rivoltante celentanesca polemica tutta italiana, vista la supremazia della sinistra sulla Rai e non avendo i moderati nessuna forza per vincerla se non quella perdente dell’autorità, non resta che lasciare che tutta l’opposizione al governo si scateni con insulti e verbosità da crapuloidi fino alla sazietà e dimostrare così massima libertà di comunicazione. Disgustati per il «paté d’anguille» somministrato quotidianamente, i moderati cambieranno il piatto e permetteranno al centrodestra di vincere le elezioni. Conto sulla collaborazione del Giornale per sfiancare la sinistra con l’arma della tolleranza completa, aperta all’invenzione più oltraggiosa.
Gianni Oneto

Rapallo (Genova)
I suoi ospiti sono resti della prima repubblica e tutto sommato li vedo obsoleti come l’umorismo del Nostro che era già esaurito nella Canzonissima di molti anni fa.
Nino Paolilli

Sulmona (Aq)
Per il contenuto del programma (che avrebbe avuto secondo me, una collocazione più giusta se inserita nei palinsesti di Raitre) credo che la spesa del costo di oltre 4 milioni di euro dovrebbe accollarsela il centrosinistra: si è trattato infatti di un vero e proprio spot pro Prodi, senza par condicio, in prossimità delle elezioni politiche.
Carlo Castiglioni

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Alla faccia della par condicio. Quanti spot vale la trasmissione di Celentano?
Sandro Formigoni

Milano
Durante la sua pacchianata televisiva del 20 Ottobre scorso, il giullare di Prodi, Celentano, ha fatto scorrere velocemente una pseudo classifica mondiale dei Paesi di libera informazione nel quale (guarda caso!) l'Italia figura agli ultimi posti, seguita a ruota da Cuba. Come mai nessuno si è chiesto (e gli ha chiesto) chi ha redatto tale classifica, su quali basi, e da chi sono certificati i risultati?
Valerio Gentilini

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Apprendiamo dal pulpito del neo-guru Adriano Celentano che dal 2001 in Italia tutti - tv,radio, giornali - hanno paura di parlare. Analizzando l'affermazione si può convenire che , presumibilmente , il nuovo depositario delle verità assolute possa avere ragione. Tutti infatti - da quella fatidica data - sembrerebbero aver paura di parlare , ma non di straparlare , come così bene e così chiaramente ha dimostrato e dato concreto esempio il suddetto neo-guru.
Paolo Pinzone

Verbania
Dopo lo show di Celentano, la Rai si conferma televisione controllata politicamente da Berlusconi, il quale usa il mezzo pubblico per farsi volontariamente denigrare ed offendere! Che bel modo di controllare la televisione di Stato.
Massimo D'Oria

Udine
Non è sufficiente presentarsi da Celentano gridando "viva la fratellanza, l'uguaglianza, viva la libertà e la cultura" per poter giustificare il suo comportamento.
Abbiamo già una Costituzione che ci richiama tali principi che peraltro abbiamo bene impressi e non ci serve un Santoro che ce li ricordi, facendoci oltretutto dubitare abbondantemente di essi.