Da Celentano a Castellitto, il vizietto del marito-sponsor

Il Molleggiato interviene sul "Corriere" a favore di X Factor, in cui la moglie è giudice: splendido show, la Rai non lo merita

Si potrebbe scrivere X-1-2 Factor, così per accontentare amici, parenti e affini. Ma Adriano Celentano ha scelto l’uno fisso, alla faccia dell’ics. Per lui il programma è riuscitissimo, l’aggettivo superlativo gli piace davvero, lo ha scritto su Il Corriere della Sera, una pagina intera riservata alla di lui famiglia, in alto l’intervento del marito, in basso il commento della moglie e, per non perdere le buone abitudini, anche un francobollo dedicato al figlio Giacomo e al suo ultimo album che, vedi a volte l’umorismo involontario, si intitola InevitabilmenteNoi, una parola sola per ribadire che l’unione fa la forza e in alcuni casi fa anche la tivvù.

Celentano dunque promuove ad altissimi voti il programma di Raidue, celebra il ruolo dei giudici uno dei quali, per caso, è la consorte Mori Claudia. In verità, sullo stesso quotidiano, il professor Aldo Grasso, in data 12 di settembre del corrente anno, aveva così definito il prodotto medesimo: titolo e sommario «Cultura e lungaggini a X factor, i tre giudici dovrebbero imparare a sottrarre qualcosa alle loro performance» e, tra una riga e l’altra: «... Claudia Mori... preceduta dalla fama di essere una donna poco conciliante, spaccamaroni (con una erre sola, oh basta là!, ndr) e una con un caratterino che ti raccomando... ha finora mantenuto le premesse... è vero è impacciata, è più lenta del marito nel costruire una frase di senso compiuto, poco simpatica, ma il sospetto che tutto sia una recita, in stile Magnolia, è molto forte... Finora il trucco e parrucco prevale sul succo».

Per la pluralità dell’informazione, dopo la sentenza di Grasso, il Corriere ha voluto concedere la replica, un «attimino» più ampia, ai familiari tutti, oggetti della critica. Stranamente, si fa per dire, l’ex di via Gluck ammette di avere scoperto la trasmissione soltanto quest’anno, forse perché si era domandato perché mai la moglie non fosse in casa a quell’ora di sera, ma preferisce confessare la propria ignoranza e tirare diritto.

Non era, tuttavia, pensabile che Adriano Celentano, dopo aver regalato ventiquattromila baci alla moglie, decidesse di aggiungere una carezza in un pugno alla Rai. La definisce «diroccata», dunque in rovina, in «devastante declino» per colpa di chi ha deciso di tagliare le spese. Evita di ricordare il budget delle trasmissioni che lo hanno visto protagonista assoluto e cita i casi ultimi di Ruffini e di Del Noce, messi alla porta per il suddetto motivo, nonostante abbiano saputo «coniugare qualità e grandi ascolti». La tesi è suggestiva, fa tornare alla mente la storiella del tipo il quale sosteneva che le donne del suo paesello erano tutte malefemmine tranne sua madre e sua sorella ma non è il caso di scandalizzarsi. Del resto il mondo dello spettacolo (ma sport e politica fanno parte dello stesso frullato) ha registrato e registra altri apparentamenti e parentele con qualche sospetto innocente, Castellitto-Mazzantini; Perego-Presta; Baudo-Ricciarelli; si prega aggiungere altri gruppi, senza alcuna colpa, alcun reato ma con il semplice pensiero che, in alcuni casi, sarebbe preferibile il silenzio.

Ma, per farci riconoscere sempre, dovunque e comunque, lo scritto di Celentano ha provocato immediate reazioni. Dei soliti noti: Giulietti Giuseppe, portavoce di articolo 21, «Mi auguro che il presidente e il direttore generale abbiano avuto modo, anche attraverso la rassegna stampa della Rai, di leggere questa intervista e di condividerla». Aggiungo io, mi auguro che Zavoli e Galimberti non abbiano bisogno della rassegna stampa della Rai per leggere un quotidiano, ma mi rendo conto che questo rappresenti un dettaglio per il Giulietti. Protestano anche quelli di Aiart, associazione dei telespettatori cattolici, sostiene Luca Borgomeo, il presidente: «È inopportuno che Celentano si pronunci su X Factor, è in evidente conflitto di interessi». Ci risiamo: l’Italia si divide. Penso che sia opportuno rubare un’idea all’artista: francamente me ne infischio. Vedremo se è d’accordo.