Celentano sul sito: querelo Chiambretti La replica: «È il ragazzo della via Blog»

Nel mirino gli sketch telefonici durante lo show Markette. «Sei in malafede, non dici che si tratta di un imitatore»

da Milano

Massì inauguriamo il blog. E facciamolo subito con il botto: caro Chiambretti «mi trovo dispiaciuto nel doverti annunciare che ti devo querelare». Replica a stretto giro del querelando: «Nel 2006 Celentano è diventato il ragazzo della via Blog». Insomma, un botta e risposta di metà pomeriggio, che potrebbe annunciare tempeste ma chissà. Il motivo? «Prendi uno che imita la mia voce - si legge sul blog - gli fai dire delle stronzate senza capo né coda, badando bene a non dichiarare (ed è qui la tua malafede) che si tratta di un imitatore e non di quello vero che peraltro parlerebbe in tutt’altro modo». E via bloggando.
Oddio, nelle prime righe del suo primo scritto sul blog di www.clancelentano.it, Celentano era partito calmo calmo, praticamente lento: «È una vita che tutti mi dicono: “Ma perché non scrivi attraverso Internet? È un modo moderno di comunicare”. Poi è diventato celentanesco: «Certo, di cose da dire ce ne sarebbero. Potrei dirvi, per esempio, le mie impressioni su ciò che sta succedendo nel mondo politico... Ma preferisco rimandare e parlarvi di Chiambretti». E allora ecco il Celentano rock, che inizia con una di quelle frasi che ti tolgono la suspense perché sono il prologo di un’invettiva: «Quando è in televisione lo seguo volentieri. È simpatico, divertente e mi piace il suo modo spensierato di condurre uno spettacolo. Per cui se uno è simpatico e divertente non puoi non pensare che non sia anche intelligente. Purtroppo non sempre è così. Anzi: ultimamente si sta verificando quasi il contrario». A scatenare l’ira sono le telefonate che Chiambretti ha mandato in onda a Markette su La 7, durante le quali Claudio Lauretta (fuori campo) imitava al telefono la voce di Celentano. I toni della voce erano pressoché identici all’originale, i contenuti no. E nonostante il contesto di Markette sia esplicitamente scherzoso e farsesco, molti ascoltatori sono caduti in inganno.
La «telefonata» incriminata è andata in onda il 29 novembre con la scritta sul video che effettivamente annunciava «Al telefono Adriano Celentano». Gli sketch sono poi stati replicati durante il periodo natalizio, ma era stato aggiunto un punto interrogativo: «Al telefono Adriano Celentano?». «Sai quanta gente incontro - scrive il Molleggiato - e mi dice con tono di rimprovero “ma come mai hai telefonato a Chiambretti dicendo tutte quelle cazzate? (...) Ma la cosa più divertente dal tuo distorto punto di vista - continua il blog - l’ho appresa da mia nipote, quando alcune sue amiche le hanno detto “mi spiace per te ma tuo zio da Chiambretti ha fatto una figura di merda”. Vedi perché sono costretto a querelarti?». Per farla breve, Celentano ha anche condito il suo debutto sul web accusando Chiambretti di essere «stupido» e «scorretto».
Il giornalista e conduttore di Markette ha replicato senza trascendere: «Premesso che lui è il cantante di riferimento della mia generazione e che ho tutti i suoi dischi e ho visto tutti i suoi film, quello di Markette oltre che un gioco era anche un omaggio. Sono rimasto comunque molto sorpreso dalle sue dichiarazioni, dal momento che si è sempre definito un difensore della libertà di parola e della satira. Non vorrei che questo episodio minasse il rapporto di stima che c’è tra noi».