Il Celesia chiude, ma nessuno ne sa niente

Il Celesia chiude, ma nessuno lo sa. È una storia incredibile quella che si sta vivendo in Valpolcevera, dove, l'ospedale di Rivarolo, dal prossimo 1 gennaio, verrà gradualmente smantellato per fare spazio ad una Rsa. Le lettere alle dirigenze di reparto sono già state spedite, il personale medico già avvisato. Il testo della missiva parla chiaro: medici e personale sanitario saranno trasferiti tra Gallino e ospedale di Sestri Ponente. Senza un perché, senza un adeguato preavviso, senza capire chi ha preso questa decisione. I reparti, attualmente in funzione nell'ospedale di Rivarolo, sono quelli di Oculistica, Otorinolaringoiatria, Medicina, Ortopedia e Cardiologia, con un pronto soccorso aperto durante il giorno. A quanto sembra, tutti i reparti lasceranno Rivarolo nei prossimi mesi. I primi a fare le valigie per trasferirsi all'ospedale di Sestri Ponente, saranno medici ed infermieri del reparto di Otorinolaringoiatria. Il personale medico è sorpreso ma non rilascia dichiarazioni, non può, la Asl non glielo permette. Qualche frase, dettata dalla rabbia, sfugge però ai dottori impegnati tra corsia e sala operatoria. C'è rammarico tra chi lavora da queste parti dove, a taccuino chiuso, spiegano che si tratta di una beffa, non tanto per loro, ma per gli abitanti che avranno un servizio ancora più ad handicap: «Il nostro contratto viene salvaguardato, - raccontano- il nostro lavoro continuerà e per il personale non ci sarà nessun problema occupazionale. Continueremo a lavorare con le stesse competenze in un altro plesso ospedaliero. Ciò che fa riflettere è che qui, grazie soprattutto alla professionalità del personale, si lavora in maniera ottimale e l'utenza non manca di certo. Dispiace per la popolazione che avrà un servizio in meno». Già, la popolazione, quella che da queste parti vota in maniera plebiscitaria chi, in campagna elettorale, promette ospedali nuovi e servizi sanitari funzionali salvo far mancare il proprio impegno appena presi i voti. In pochi mesi, quelle promesse sono svanite, così come le lamentele dei politici di centrosinistra sulle carenze sanitarie della vallata.
Tutto tace, tutto sta passando incredibilmente sotto silenzio. Nessuno conferma, nessuno smentisce. Da qualche settimana, solo la Cgil ha provato a farsi sentire: un volantino affisso nei luoghi riservati al personale di decisioni che «impediscono qualsiasi confronto con le parti sociali». Il comunicato è duro, si richiama la direzione generale a comunicare urgentemente sul merito delle decisioni assunte, facendo riferimento alla preoccupazione dei lavoratori e a quella dell'utenza. «Riteniamo che le condizioni generali di "offerta dei servizi" rispetto all'utenza territorialmente coinvolta - si legge nel volantino firmato da Anna Maria Spigna e Mario Iannuzzi della Cgil - Asl 3 - non consentano in oggi nessuna riduzione dei servizi e tantomeno di una struttura (unica in zona), quale quella di Otorino». Raggiunto in serata, il direttore generale della Asl 3, Alessio Parodi, conferma lo spostamento del reparto: «Dal mese di gennaio - chiarisce Parodi - al Celesia rimarrà solo la piastra ambulatoriale mentre i servizi ordinari andranno a Sestri. Avremo tre anni di tempo per trasferire ortopedia e cardiologia all’ospedale Gallino. Infine, non sarà realizza la Rsa finché non sarà fatto l’ospedale di vallata». La chiusura di Otorino, arriva dopo quella di Ginecologia, Neonatologia e Chirurgia avvenute nel luglio del 1997 e sarà, probabilmente, seguita da quelle di Oculistica, Ortopedia e Cardiologia, che dovrebbero essere trasferite al Gallino. Sempre in attesa di un Ospedale di Vallata che tarda ad arrivare.