Celestino Alonso Villar & C.

Ecco altri dieci domenicani uccisi dai rojos nei primi giorni della guerra civile spagnola del 1936. Celestino José Alonso Villar era nato nel 1862 a Morgolles, in quel di Oviedo. Nel 1881 si fece frate domenicano nel convento di Corias. Dopo gli studi, fu mandato a insegnare matematica e scienze nel collegio di Vergara, dove rimase una ventina d’anni. Nel 1904 venne eletto priore di Corias. Finito il suo triennio di priorato, divenne maestro dei novizi. Fu in seguito priore a Vergara e poi richiamato a Corias. Fondò una scuola a Navelgas nelle Asturie e un collegio a La Felguera. Di questi due istituti fu superiore per diversi anni. Era a Navelgas quando arrivarono i rojos pressati dai nazionalisti. Interessante, dal punto di vista della strategia bellica, quel che fecero a questo punto. Di primo acchito si potrebbe pensare che dei reparti in momentanea ritirata abbiano per la testa la logistica, le linee di comunicazione e rifornimento da non lasciare in mano al nemico, i depositi da mettere in salvo, lo studio delle linee di difesa per le retroguardie… Invece, nel nostro caso, i rojos avevano per la testa ben altro: non lasciare vivo alcun chierico. Ecco l’obiettivo primario al quale sacrificare ogni altro. Ecco lo scopo supremo della rivoluzione che riesce a fregarsene anche di una guerra in corso pur di perseguire i suoi fini ideologici. In effetti, tempo da perdere quei rojos dovevano averne tanto, visto che invasero il convento, arrestarono tutti i frati, li portarono nottetempo fino a La Tejera, fuori Navelgas, e li fucilarono lungo la strada.