«Celio Caldo», ancora lontano il via

Omar Sherif H. Rida

Cinquantaquattro negozi pronti ad aprire da maggio dello scorso anno (tra cui un iperstore Gs e un centro Euronics). Centinaia di migliaia di euro spesi dai futuri esercenti per affittare le mura e sistemare i locali. Eppure, per il nuovo centro commerciale «Celio Caldo» di via Torrenova, in VIII municipio, costruito dalla Dima spa della famiglia Di Mario, l’ora dell’inizio dell’attività sembra ancora lontana. Il motivo? La viabilità della zona non è ancora stata completata perché i Dipartimenti comunali competenti, cioè il III (Patrimonio) e il IX (Strumenti urbanistici), tardano nel rilasciare le autorizzazioni necessarie. A mancare sarebbero, in particolare, le concessioni edilizie per la costruzione della rotatoria di via Laerte e il collegamento viario tra quest’ultima e via di Torrenova. Infrastrutture che immettono allo shopping center e collocate in aree di proprietà della ditta costruttrice che - come si legge nell’atto notarile - a tale scopo si era impegnata a cedere tali opere «all’amministrazione comunale gratuitamente e senza corrispettivo».
Nemmeno gli incontri dei giorni scorsi tra una delegazione di commercianti del «Celio Caldo», l’assessore comunale al Commercio, Gaetano Rizzo, e il dirigente del VIII dipartimento, Francesca Romana Nicastro, hanno sbloccato la situazione. «Ci hanno spiegato - racconta uno degli esercenti - che manca ancora l’atto d’immissione in possesso da parte del Comune sulle aree in questione». Un atto fondamentale per poter avviare la conferenza dei servizi tra Campidoglio e Regione (l’ente competente, dati i circa 30mila metri quadrati della struttura, al rilascio della concessioni commerciali) per il via libero definitivo.
Già l’11 luglio i commercianti avevano scritto una lettera a tutti i soggetti interessati (sindaco, assessore comunale e regionale al Commercio; presidente, giunta e assessore al Commercio dell’VIII municipio) per dare risalto al «grave disagio in cui versano intere famiglie che hanno investito tutti i loro risparmi per l’avviamento di queste attività». Ieri infine l’ultimo atto, con l’interrogazione presentata dal consigliere comunale di An, Fabrizio Ghera, in cui si denuncia che le «mancate autorizzazioni per le modifiche alla viabilità, sono di fatto dovute a ritardi da parte dei Dipartimenti competenti», sollecitandone il rilascio al sindaco e all’assessore competente «al fine di evitare gravi disagi agli operatori costretti a una lunga pausa di inattività e per garantire ai cittadini una più consona transitabilità nella zona».