In cella «Foxy» traduce poesie

Neanche il rinvio a giudizio ha potuto scalfire la corazza di Amanda Knox, neanche la sicurezza di dover essere giudicata per l’omicidio di una sua coetanea ha fatto perdere alla studentessa americana la sua imperturbabilità. Ieri ha passato parte del pomeriggio traducendo poesie dall’inglese all’italiano. Tornata in carcere dopo l’udienza, Amanda ha ricevuto la solidarietà delle altre detenute straniere con le quali divide la cella. «Se non si chiamasse Amanda Knox - ha detto ancora il direttore del carcere di Perugia, Antonio Fullone - sarebbe una detenuta qualsiasi perché non ha mai dato problemi di alcun tipo».