Celli: «Esibizione penosa, Lucia ha cercato lo scontro»

L’ex direttore generale della Rai ulivista Pier Luigi Celli stronca sul Foglio la condotta di Lucia Annunziata durante l’intervista con il premier Silvio Berlusconi: «L’esibizione dell’Annunziata mi è sembrata penosa: voleva a tutti i costi essere protagonista, si era preparata il suo bel coup de théâtre per passare alla storia». La puntata di In mezz’ora di domenica scorsa ha innervosito Celli, uomo di sinistra («non posso certo essere tacciato di simpatie berlusconiane»). «Lucia Annunziata non è stata professionale, ha detto cose fuori dalle righe, gridate, ostentate (come “lei non sa trattare con i giornalisti”) di fronte a un Berlusconi certo nervoso: ma queste situazioni, se si vuole, si recuperano sempre mentre lei invece non ne aveva alcuna intenzione, anzi ha esasperato tutto appositamente». Invece di interrompere continuamente il premier Lucia Annunziata avrebbe docuto lasciarlo parlare: «Sarebbe stato un atto dovuto: un giornalista fa le domande, l’intervistato deve dare le risposte; se non le dà lo si può richiamare, ma la gente che guarda si rende benissimo conto da sola di quel che succede, non ha bisogno di aiuto o di spiegazioni». Le 50 interruzioni dell’Annunziata denunciate da Berlusconi sono state per Celli «una forzatura». «Un giornalista non deve forzare le situazioni per rendersi protagonista, un giornalista non è mai protagonista, invece Lucia Annunziata ha cercato lucidamente lo scontro».