Cellino scrive a Rossi «Siamo tutti d’accordo serie A a settembre»

Proposta del vice presidente della Lega e patron del Cagliari: «Ho parlato con le altre società e sono favorevoli allo slittamento. Siamo in emergenza, non sarebbe una tragedia. Il piano è pronto»

Gian Piero Scevola

Il calcio è pronto a un periodo di riflessione dopo i tanti veleni del maxi processo. E, con le indagini ancora in corso, con la possibilità concreta di un secondo processo, in molti si interrogano se non sia il caso di rinviare la partenza del campionato, fissata per il 27 agosto (argomento discusso, tra gli altri, ieri in Federcalcio tra il commissario Rossi e il suo vice Nicoletti). Il primo a chiederselo è Massimo Cellino, presidente del Cagliari e componente della commissione di consiglieri di Lega che ha il compito di riscrivere le regole etiche del calcio. Commissione che per strada ha perso il vicepresidente Maurizio Zamparini (dimissionario), il presidente Adriano Galliani (prima dimissionario, poi inibito per un anno dalla Caf) e il consigliere Claudio Lotito (inibito per 3 anni e 6 mesi). Sono rimasti appena in cinque: Rosella Sensi (Roma), Riccardo Garrone (Sampdoria), Maurizio Riccardi (Piacenza), Vincenzo Matarrese (Bari) e Cellino, appunto. Oggi alle 14,30 si troveranno all’Hilton Airport di Fiumicino per un consiglio di Lega che dovrà fare il punto sulla riscrittura delle regole che dovranno governare il calcio italiano.
Ma, anche se non all’ordine del giorno, è ormai ricorrente il problema dello spostamento dell’inizio dei campionati di fronte alle sentenze della Caf e in previsione di quello che potrà succedere dopo le decisioni della Corte Federale, con ricorsi e controricorsi al Tar del Lazio, al Consiglio di Stato, al Tas per arrivare perfino alla corte dei diritti dell’uomo dell’Aia. Un iter giudiziario che mette a serio rischio il via della serie A e B e, sull’argomento, Cellino è completamente d’accordo. «Parlando con gli altri club di A, ho potuto riscontrare che tutti, o quasi, sono favorevoli allo slittamento dei campionati», afferma il presidente dei rossoblù cagliaritani. «D’altronde siamo in emergenza e non sarebbe una tragedia spostare un po’ la partenza». E si scopre anche che Cellino è uno dei promotori di questa iniziativa: «Personalmente ho presentato un piano con nuove date, che non si spostano di molto da quelle già decise, ma che comunque permetterebbero alle società di prepararsi con maggior serenità e tranquillità. Anche perché nel giugno 2007 non ci saranno mondiali o europei e quindi si potrebbe sforare rispetto ai tempi stringati del passato».
Certo, ci sarebbero da rispettare i termini ultimativi stabiliti dall’Uefa, che pretende la chiusura dei campionati entro la fine di maggio o nella prima decade di giugno (negli anni in cui non ci sono manifestazioni europee o mondiali), ma anche questo ostacolo verrebbe superato senza difficoltà. «Che problemi ci sono - continua Cellino -. Sarebbe anzi l’occasione per diluire i tempi ed evitare dannose partite notturne nei mesi invernali, con gelo e ghiaccio a farla da padroni. E poi, in questo momento, occorre fare chiarezza senza che vi siano pressioni sui giudici. D’altra parte, 15 giorni o un mese si possono recuperare in tutta tranquillità».
Cellino, l’unico rimasto in sella nella Confindustria del calcio, il «contestatore» di tante battaglie in Lega, rappresenta ora la legalità e le istituzioni e, proprio in questa veste, avrebbe qualcosina da dire anche al commissario Guido Rossi. «I problemi sono tanti per le società della Lega, a cominciare dai diritti tv e dal pagamento di Mediaset che mi auguro sia arrivato. Ma a Rossi vorrei ricordare che in un club è il presidente che caccia fuori i soldi per giocatori, tecnici, medici, massaggiatori, dirigenti e impiegati. È lui l’azionista di riferimento e siamo noi presidenti ad aver pagato l’Italia campione del mondo. Occorre rispetto per chi paga, ma è altrettanto vero che anche noi dobbiamo rispettare le regole. E se sbagliamo, dobbiamo pagare, presidenti e società, proprio come sta avvenendo».
A guastare i bei propositi di Cellino, ci pensa però Zamparini: «Esprimo tutto il mio dissenso verso chi ha convocato una riunione che non ha alcun valore formale né giuridico, per il semplice fatto che si svolgerà senza il suffragio dell’assemblea. È l’assemblea del 26 luglio che conta e lì ho anche chiesto la presenza di Rossi. Quella in programma oggi a Roma - conclude Zamparini - è una commissione che si è autonominata, in questo momento noi presidenti dobbiamo invece individuare un indirizzo comune, in modo da dare al calcio un governo serio e stabile. Ho inviato una lettera d’indirizzo a tutti i miei colleghi che, su questo tema, mi stanno già rispondendo».