Il cellulare è più «sociale» per i patiti di Facebook

La «small world theory» è la spiegazione scientifica di quanto è piccolo il mondo: a inventarla nel 1998 ci si sono messi due matematici - Duncan Watts e Steve Storgatz della Cornell University - quando ancora internet non aveva creato il social networking. Secondo i due, infatti, i punti di una rete, sociale, biologica o artificiale, si possono collegare in un modo né ordinato, né completamente casuale e - soprattutto - tutti i sistemi a rete del mondo reale funzionano nello stesso modo: in sei passaggi si può arrivare a chiunque, compreso il presidente degli Stati Uniti. Ecco, undici anni dopo, la «small world theory» ha tagliato ulteriori passaggi e per arrivare dall’altra parte del mondo i passaggi sono diventati un clic. Sul telefonino.
Questa insomma è l’ultima battaglia delle aziende del nuovo millennio e delle aziende telefoniche che combattono la guerra del business sul nuovo metro di misura mondiale: il giga. E siccome ormai i telefonini - tra iPhone, Blackberry e smartphone vari - sono diventati grandi, ecco che il nuovo motto del mercato si riassume in due parole: semplicità ed economicità. Per questo l’arrivo dell’«Inq1», il cellulare «slide» di «3», è un successivo passo avanti per far accorciare ulteriormente, se possibile, il tragitto da un utente all’altro. Perché il nuovo prodotto della Hutchinson Whampoa, l’azienda proprietaria dell’ormai noto marchio di telefonia, si presenta come il primo cellulare «social mobile» studiato espressamente per gli utenti di Facebook, quindi per milioni di persone. E soprattutto lo fa con un prezzo, 99 euro, che punta decisamente al mercato giovane della telefonia.
L’«Inq1», premiato lo scorso febbraio al World Mobile Congress di Barcellona come «miglior cellulare al mondo», garantisce un elevato grado di interattività in tempo reale: i propri contatti vengono aggiornati automaticamente sul display e interagiscono con la rubrica. In più, oltre ad avere una fotocamera da 3.2 megapixel, con il famoso clic è possibile utilizzare Windows Live Messenger, telefonare con Skype o accedere a YouTube o Google, ovvero i riferimenti internet di ultima generazione. Insomma: un vero mezzo di contatto, se è vero - come sostiene il capo di Facebook Mark Zuckerberg - che già 30 degli oltre 200 milioni di utenti del sito accedono attraverso apparecchi mobili. Così ecco che «3» lancia la sfida qualità/prezzo: 99 euro appunto per l’acquisto (con 3 dei famosi giga di navigazione gratuiti fino al 31 dicembre - poi costeranno 5 euro al mese - e 10 ore di telefonate da Skype e Messenger), oppure 10 euro al mese di ricarica per averlo in comodato gratuito. Un prezzo da combattimento che entra nel panorama delle tariffe previste dagli altri operatori: i 12 euro al mese di Wind per l’offerta Blackberry, i 2 euro a settimana di Vodafone per chi è iscritto a Facebook o i 10 euro al mese in abbonamento di Tim per un giga di traffico. E se tutti si rivolgono uniti al popolo del social networking, la «small world theory» di «3» ha oggi un capitolo in più: il telefonino del futuro. Che a ben vedere sembra molto più del presente.